marzo Festa delle donne, non in Turchia
Il governo di Ankara compie l’ennesimo atto di intolleranza reprimendo violentemente una manifestazione pacifica per la Festa della donna
Domenica 6 marzo. Circa 2000 persone, in maggioranza donne, si radunano a Beyazit per effettuare un corteo, con comizio finale (autorizzato dal Governo turco) e divulgare un documento sui diritti delle donne. La polizia turca interviene disperdendo i manifestanti, mediante gas lacrimogeni e manganelli. Il bilancio è gravisimo, 63 arresti ed un numero imprecisato di feriti, alcuni in condizioni gravi. Il presidente dell’Europarlamento Josef Borrell ha condannato fortemente il comportamento del Governo turco ribadendo che la strada che porta in Europa passa in modo indiscutibile dal rispetto dei diritti umani. Di tutti. Non basta il “rincrescimento” espresso dal ministro degli Esteri turco Abdullah Gul, le responabilità di quanto accaduto vanno seriamente accertate ed i colpevoli devono pagare. Intanto il capo dell’associazione turca per i diritti umani Ihd, Lerzan Tascier, ha annunciato per oggi una conferenza stampa per denunciare pubblicamente le violenze della polizia turca.