iraq: tempo di elezioni…
elezioni di candidati cui non si conosce il nome (per motivi di sicurezza)
non si conosce il volto (motivi di sicurezza…)
elezioni in cui si dovrebbe allora votare il gruppo politico di appartenenza
che nessuno ha spiegato ai milioni di analfabeti iracheni.
elezioni senza osservatori internazionali,
elezioni senza aver operato prima un censimento per constatare chi e quanti sono gli effettivi elettori,
elezioni con un milione di iraniani già infaltrati pronti a votare
elettori con possibilità di votare quelli che si presentano ai seggi con la tessera alimentare,
vale a dire, solo chi va a votare riceverà poi viveri a prezzi politici.
elezioni sulla cui sicurezza garantiscono i soldati usa,
che non riescono a garantire neanche la loro, di sicurezza.
elezioni boicottate dai sunniti e partecipate in massa dagli sciiti su invito-ordine del grande ayatollah Al Sistani.
Elezioni che sencondo Bush Blair e Berlusconi sono la priorità ora in Iraq,
ma anche il più minuscolo dei bimbi per le strade di babilonia sa che le priorità
per la gente irachena son ben altre,
sono acqua, energia elettrica, gas,
condizioni fondamentali per una vita minima di sussistenza,
che prima dell’arrivo degli americani erano assicurate e ora non più,
condizioni che neanche quel pazzo di saddam hussein negava alla sua gente, ben conscio che altrimenti ci sarebbe stata una rivolta di massa,
vinceranno gli sciiti, come è logico che sia
e quando questi ultimi si accorgeranno di non aver nulla del potere promesso loro dagli occupanti,
così come ai curdi non verrà concesso ciò che gli appartiene
scopriremo altri giorni di ancor più sangue in terra irachena,
ancora più violenza, impazzita, rivoltosa,
di un popolo che è stanco di subire la tirannia vuoi di un dittatore sanguinario
vuoi un mediocre presidente americano bugiardo e altrettanto omicida.
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