Arafat avvelenato

Arafat lentamente e fatalmente avvelenato: fonti palestinesi

Il presidente dell’Autorità Palestinese, Yasser Arafat, e’ stato lentamente e fatalmente avvelenato prima di essere trasportato ad un ospedale militare francese, hanno rivelato fonti palestinesi al sito islamico IslamOnline. “Questo lento avvelenamento ha causato dei gravi problemi al suo sangue, un caso che porta alla distruzione delle piastrine ed a frequenti coma, seguiti da un lungo coma irreversibile e dalla morte”, hanno dichiarato le fonti, che parlavano in condizione di anonimità.  Esse hanno aggiunto che un corpo della sicurezza palestinese ha aperto un’investigazione sul caso di avvelenamento di Arafat, confinato da tre anni nel suo compound di Ramallah.
Le analisi effettuate sul 75enne leader hanno rivelato che la patologia di Arafat e’ “misteriosa”, e non vi e’ certezza su cosa causi la distruzione sistematica delle piastrine nel suo sangue.
Lo stesso medico personale di Arafat, dottor Ashraf Kurdi, ha rivelato che “le condizioni di salute di Arafat rivelano che l’avvelenamento e’ una forte possibilità”. Il capo di staff del presidente, Ramzy Khoury, ha dichiarato che “Arafat e’ in condizioni gravissime”, smentendo però fonti mediche francesi che dichiaravano Arafat in “coma irreversibile” o “clinicamente morto”. Altre fonti dichiarano che il leader palestinese sia morto o tenuto artificialmente in vita mediante macchinari.

Da circa quattro anni, dopo che Arafat aveva rifiutato di piegarsi ulteriormente alle pretese di Israele e, per questo, era divenuto “irrilevante”, Israele minacciava di uccidere il leader palestinese. Nella sua vita, Arafat era sopravvissuto a diversi tentativi di assassinio, inclusi tre tentati avvelenamenti. Solo due mesi fa, il ministro israeliano Ehud Olmert aveva dichiarato che “uccidere Arafat e’ un’opzione che Israele valuta sempre più seriamente”. In particolare dopo l’assassinio dei due leaders palestinesi Ahmad Yassin e Abdel Aziz al-Rantissi – cui Sharon aveva personalmente assistito – Israele aveva intensificato le sue minacce verso il leader dell’AP, ma, a seguito dell’unanime condanna della comunità internazionale, aveva moderato i toni e passato a vie di fatto più “occulte

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