Rock
Metallari a Baghdad
Diciotto mesi dopo la caduta del regime di Saddam Hussein”, scrive il mensile britannico Q, “una nuova generazione di band sta importando in Iraq la musica occidentale”.
Capofila di questo nuovo movimento musicale sono gli Acrassicauda, gruppo heavy metal che si ispira ai Metallica e il cui nome significa “scorpione nero”. Secondo il giovane bassista Firas Allatif le persone di una certa età continuano a non amare la loro musica perché sono convinti che sia una cosa diabolica, ma il giornalista Muhammed Haydar spiega che le loro canzoni sono uno specchio fedele della rabbia e del risentimento che provano i giovani iracheni.
Una rabbia che risale ai tempi in cui il regime baathista li obbligava a chiedere permessi speciali per esibirsi in pubblico e in cui i dischi statunitensi e britannici erano banditi. Se durante gli anni di Saddam alcuni di questi musicisti sono addirittura finiti in carcere, accusati di proporre valori antinazionali, non è che adesso ci siano troppi motivi di gioire: in questo periodo ascoltare musica non è la prima preoccupazione dei giovani iracheni. “Tuttavia, tutte queste giovani band hanno una cosa in comune: la determinazione”, conclude Haydar
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