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AFRICA  16/9/2004 19:56


INAUGURATO PARLAMENTO PANAFRICANO, “ORA DATECI LE RISORSE PER FARLO FUNZIONARE”


 
Politics/Economy, Brief


“È stato concepito per essere il Parlamento all’interno del quale le voci di tutti gli africani vengano ascoltate”: con queste parole la presidente Gertrude Mongella ha aperto oggi la seduta inaugurale del nuovo Parlamento Panafricano a Midrand, nel nord-est del Sudafrica, dove il neo-nato organo dell’Unione Africana (Ua) avrà per ora la sua sede. “Ciò che serve adesso – ha proseguito la Mongella, una tanzaniana eletta all’unanimità nei mesi scorsi al vertice dell’Assemblea – è una seria promozione e un rafforzamento di questa istituzione garantendo le risorse adeguate per il suo funzionamento”. L’agenda di questa prima sessione di lavori, da domani fino al 7 ottobre, dovrà stabilire regole e procedure, prendere atto degli obiettivi dell’Unione Africana e individuare il ruolo del Parlamento all’interno della stesso organismo panafricano, che ha sede ad Addis Abeba, in Etiopia. Le aspettative – come confermano le parole della Mongella, già apprezzato ministro e conosciuta anche a livello internazionale – sono elevate e la giornata di oggi ha rappresentato secondo molti osservatori una tappa storica per tutto il continente. Nella cerimonia caratterizzata anche dalla presenza di gruppi musicali con tamburi e strumenti tradizionali provenienti da tutta l’Africa (erano presenti i rappresentanti di 46 dei 53 Paesi del continente che hanno finora ratificato il protocollo per la creazione del Parlamento), il presidente sudafricano Thabo Mbeki si è rivolto ai deputati invitandoli a essere “campioni senza paura” del popolo africano, per vedere nascere finalmente “l’Africa dal volto umano”. L’apertura della nuova Assemblea si è svolta nel centro conferenze ‘Gallagher Estate’ di Midrand, a metà strada tra Johannesburg e Pretoria, in attesa che venga completata la sede definitiva, comunque in Sudafrica. Il nuovo Parlamento non potrà legiferare né decidere stanziamenti di bilancio e per i primi cinque anni avrà soltanto un ruolo consultivo, in vista di una futura ma non ancora databile trasformazione in vero e proprio organo legislativo con pieni poteri, eletto a suffragio universale. Ogni delegazione nazionale (composta da cinque deputati) deve comprendere almeno una donna e un membro dell’opposizione, nel tentativo di garantire pluralità e diritto di rappresentanza anche alle componenti politiche di minoranza all’interno dei singoli Paesi.
[EB]

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