Il GRANDE ORECCHIO VIGILA

La pregevole penna degli amici Inoperosi ha tratteggiato con dovizia di suggestioni gli eventi degli ultimi giorni:
 
Attenti, il nemico vi ascolta !!!
 

 


Immaginiamo di essere una potente lobby, dove non si conoscono le cariche che ricopriamo, né i nomi dei suoi partecipanti o iscritti. Anzi, dove non ci sono neanche troppi elenchi ufficiali con nomi e cognomi. Bravi, la P2 potrebbe essere un buon modello.

Immaginiamo che i nostri affari passino attraverso il potere politico e perché no, ecclesiastico e dei media.
Decidiamo allora, che il miglior uomo politico, da mettere su come pupazzo nelle nostre avide mani, debba essere un uomo facilmente ricattabile. Un uomo con un passato talmente losco che in qualsiasi momento sia facile da buttare in pasto all’opinione pubblica, da noi gestita o fortemente condizionata, per farlo distruggere e levarcelo dalle palle una volta che non ci serva piú o diventi pericoloso per noi stessi.

Diciamo chiaramente che sia il nostro uomo alle elezioni politiche ma, non si sa bene per quale causa, il nostro uomo “ricattabile” salti. Cosa facciamo?
Prima di tutto facciamo in modo che ció non accada e poi proviamo ad eliminare il “suo” avversario subito subito. Per essere sicuri, allarghiamo il nostro controllo a piú cariche istituzionali, per tenere sotto scacco l’intero sistema politico e perché no, finanziario.

Decidiamo di controllare i conti di queste persone, i loro movimenti, i contatti, le telefonate. Entriamo in maniera invasiva dentro le loro vite, le frantumiamo e ce ne impossessiamo per poter poi utilizzare, presunti dati sensibili, contro di loro.

Ora, chi puó fare una cosa del genere? Servizi segreti. Ma servizi segreti ben organizzati, appoggiati, finanziati, con strutture capillari. La lista non è lunghissima: CIA, Mossad, KGB, Vaticano. Ma la domanda piú interessante è: perché tutto ció in Italia?

È evidente che si volevano (e vogliono) sovvertire le cariche democratiche e pubbliche dello stato, con nuove tecniche. Senza fare morti in piazza, ma distruggendoli pubblicamente. Cosa vuol dire avere sotto controllo i conti bancari di Prodi e moglie, Napolitano, Ciampi, Berlusconi e figli, Ricucci, Dini e signora, fino a nomi dello sport e dello spettacolo?

E se nel mucchio ci sono sia vecchi che nuovi primi ministri, potrei immaginare due cose; che la “nostra lobby” sia interessata al potere politico ed al controllo dello Stato, in tutte le sue principali ramificazioni, indifferente da chi ci sia al governo. Oppure voglia operare in due opposte direzioni: controllare il loro pupazzo ed assicurarsi che nessun altro possa prendere il suo posto. Puntare su un cavallo sicuri di vincere, sempre e comunque.

È un momento strano, di transizione molto forte, dove chiunque potrebbe sovvertire questa cosí fragile democrazia. Giudici accusati di far politica e cosí delegittimati, un nuovo maccartismo che oscura personaggi considerati “cani sciolti” (Massimo Fini e Luttazzi su tutti), un richiamo perenne e continuo a valori religiosi, critiche continue alla scienza, smantellamento delle Università, precarizzazione dei lavoratori piú giovani.

Un mio amico di Berlino, che ha vissuto il regime della DDR, mi diceva che i genitori non parlavano mai di cose importanti a casa: solamente quando passeggiavano per strada, per evitare di essere intercettati e mai davanti a lui, per evitare che le ripetesse in altri contesti.

PS: l’Italia è l’unico stato che chiede un documento quando si va in un internet caffè.

Torna in alto