L’AFRICA CHE + CI RIGUARDA

Live 8:
parata di miliardaricantanti annoiati che si ricordano delle problematiche Africane
(non senza retorica) solo in occasione di eventi in mondo-televisione.
 
E il pubblico che assiste sembra credere alla messa in scena caritatevole,
più per idolatria verso il cantante pop che per convinzione.
 
Poi dopo il concerto si torna alle proprie case,
ai propri stili di vita egotistici,
all’indifferenza,
peggio, alla nefandezza di sostenere idee e partiti politici marcatamente xenofobi.
 
Sveglia uomo bianco,
la prima Africa da salvaguardare è quello dietro la nostra porta,
sulle nostre strade.
Lasciamo alle tante e preparate ong che si occupano di terzo mondo seguendone le vicende macroeconomiche
di continuare a far pressione sui governi occidentali offrendo risoluzioni solidali.
 
Per noi sarebbe il caso di abbracciare l’Africa che ci è più vicina,
quei centinai di migliaia di africani che oggi sopravvivono in Italia
oppressi da una classe politica razzista e da un buona fetta della nostra società altrettanto impregnata di xenofobia.
 
Perchè se un Senegalese oggi nel nostro paese
regolarizzato ( e non schiacciato e continuamente minacciato da una burocrazia ingiusta)
riuscisse a lavorare degnamente (invece di subire continui ricatti e vessazioni dal suo datore di lavoro)
e a pagare un affitto equo ( e non cospicuamente maggiorato causa il colore della sua pelle)
con il suo stile di vita umile riuscirebbe a metter da parte  e  inviare nel suo paese d’origine
qualche centinaia di euro al mese, e questo sarebbe già una boccata di ossigeno
per qualche decina di persone della sua famiglia.

L’africa è già da tempo confinante con l’Italia,
impariamo a scoprirla nelle nostre strade, dietro le nostre porte,
con un gesto di amicizia e gentilezza,
piuttosto che andare a cercarla su palchi dove bianchi cantanti fingono lacrimucce 
fiutando l’affare di apparire su di una ribalta dello showbiz così imponente.
guerrilla radio

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