Quale tregua?
di cosa stiamo parlando???
Nonostante i molto mediatici accordi di Sharm el Sheikh
non si muovo in me un sentimento di nuova speranza.
Sostenuto democraticamente da una forte allenza, civile, motivata, ben intenzionata a raggiungere un reale accordo Abu mazen si sta muovendo molto bene,
ma l’interlocutore dall’altra parte bisogna ricordare è sempre Sharon,
il massacratore di Sabra e Chatila,
il padre ispiratore di tutti i coloni estremisti dell’ultradestra, che ora gli si rivolgono contro auspicando la sua morte ( con più veemenza addirittura dei palestinesi, sembra assurdo)
il feroce mandante di decine e più stratgi a danni di civili indifesi arabi, donne e bambini.
Non mi convince l’idea che quest’uomo possa essere cambiato,
e in effetti, i fatti lo dimostrano.
Il ritiro da Gaza è unilaterale e quindi ovviamente rigettato dai palestinese.
Questa mossa politica si spiega facilmente col fatto che è diventanto assai costoso (in $ e vite umane), mantenere protette colonie infruttifere abitate da poche migliaia di ebrei dinnanzi a due milioni di palestinesi ridotti alla fame disposti a tutto.
Questo atto unilaterale rappresenta un contentino per gli Usa, pressati costantemente questi ultimi da Europa e paesi arabi sulla loro immobilità nel favorire il processo di pace in medioriente.
Quale altro passo è intenzionato ad intraprendere Mr Sharon che dimostri la sua benevola “mutazione”?
Non è grnachè liberare qualche centinaio di prigioniri politici sul finire della pena,
mentre altri migliaia subiscono atroci torture nelle carceri israeliane.
Mentre i due leader si stringevano la mano in Egitto il muro dell’apartheid continuava a venire eretto,
le città palestinesi continuavano a esser sotto assedio (anche se escono da queste e continuano a controllarne la periferia la differenza sostanzialmente è minima), e i civili disarmati a morire sotto i colpi dei corazzati di tel aviv.
Quale tregua si prospetta?
Di cosa stiamo parlando?
Israele sotto Sharon non conosce il vero significato di shalom,
i morti palestinesi di oggi lo testimoniano,
non avevamo dubbi.
guerrilla radio