L’Onu indaga Formigoni: affari sporchi con il regime di Saddam

9 FEBBRAIO 2005
 L’Onu indaga Formigoni: affari sporchi con il regime di Saddam

 

Uno scandalo giudiziario travolge il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni alla vigilia delle elezioni Regionali e, questa volta, il forzista non potrà nemmeno dare la colpa alla “magistratura comunista” e alle sue “inchieste ad orologeria”.
Non sono infatti i Giudici italiani ad indagare sul suo conto, bensì la commissione speciale dell’Onu incaricata di far luce sulle truffe relative al programma delle Nazioni Unite “Oil for food”. Si tratta di quel sistema attraverso il quale il Palazzo di Vetro, nonostante l’embargo, permetteva all’Iraq di Saddam Hussein di vendere parte del suo petrolio in cambio di generi di prima necessità per la popolazione. Sfruttando le falle di questo programma, parecchia gente si è arricchita, un’inchiesta che ha coinvolto esponenti politici di primo piano di mezzo mondo, incluso il segretario generale dell’Onu Kofi Annan.

Secondo il quotidiano britannico Financial Times e quello italiano Il Sole 24 ore, anche il Governatore della Lombardia è nel mirino della Commissione. Formigoni sarebbe addirittura il maggiore beneficiario, tra tutti gli uomini politici occidentali, delle assegnazioni petrolifere clandestine da parte del regime di Baghdad.
“Ho sempre cercato di promuovere gli interessi delle aziende lombarde nel rispetto delle linee dell’Onu e del governo del mio Paese – ha commentato il presidente della Regione – nulla mi viene contestato, perchè nulla mi può essere contestato. Le dichiarazioni di oggi sono la solita minestra riscaldata”.
Di tutt’altro tono la dichiarazione rilasciata dal diessino Luciano Pizzetti: “Sono garantista, ma voglio la verità – ha affermato l’esponente delle Quercia – la vicenda Oil for food evidenzia responsabilità che, se confermate, sono estremamente gravi”.

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