Da Chesnot e Malbrunot la verita’ su Baldoni?
Trasferta in Francia degli inquirenti italiani per far luce sul sequestro e l’omicidio del giornalista italiano Enzo Baldoni, morto in Iraq nell’agosto del 2004. Un magistrato del pool antiterrorismo della Procura di Roma si è recato a Parigi, accompagnato da un funzionario della Digos e da un ufficiale dei Ros dei carabinieri. Scopo del viaggio: ascoltare – nella giornata di oggi – i reporter Christian Chesnot e Georges Malbrunot: il primo corrispondente di Radio France International, l’altro inviato di Figaro.
I due furono rapiti in Iraq il 20 agosto scorso sulla strada da Baghdad a Najaf insieme al loro autista siriano, Mohamed Al Joundi, liberato nel novembre scorso durante l’offensiva nordamericana su Falluja. Chesnot e Malbrunot invece sono stati liberati il 21 novembre scorso dai guerriglieri dell’Esercito islamico in Iraq, la stessa formazione che rapì e uccise Baldoni. Ed è proprio questo l’obiettivo della trasferta Oltralpe: far luce su eventuali connessioni tra il sequestro dei due reporter francesi e quello del giornalista italiano, il cui corpo ancora non è stato riconsegnato all’Italia. Stando a quanto dichiarato da Chesnot e Malbrunot all’indomani della loro liberazione, in una fattoria a sud di Bagdad, uno dei luoghi dove erano stati tenuti prigionieri, c’era anche Enzo Baldoni. Da qui la decisione degli inquirenti italiani di avviare una rogatoria per ascoltare i due reporter, in qualità di testimoni. A inoltrare la richiesta, nel dicembre scorso, il capo del pool antiterrorismo della Procura di Roma, Franco Ionta