Marcello dell’Utri, condannato a 9 anni in primo grado
a Palermo per concorso esterno nell’associazione mafiosa Cosa nostra,
è responsabile della campagna elettorale di Forza Italia (forse proprio per i meriti acquisiti in Sicilia).
E’ tornato ieri sull’argomento Berlusconi-Vittorio Mangano dalla pagine de il (loro) Giornale.
Le sue parole, dichiarate con una tranquillità disarmante,
suscitano in noi una evidente inquetudine:
Gira e rigira, viene sempre evocato Vittorio Mangano, il famoso stalliere di Arcore.
«Per me era una brava persona».
Come lo conobbe?
«Incontrai Mangano sul campo del Bacigalupo, la squadra di Palermo che avevo fondato a 16 anni e di cui ero direttore sportivo».
Ma lui che c’entrava?
«Era un tifoso. Uno dei tanti».
Da tifoso a stalliere?
«Aspetti. Venni a Milano. Nel 1974 Silvio Berlusconi, che aveva appena comprato la villa di Arcore, aveva bisogno di uno stalliere».
E lei da bravo segretario selezionò proprio Mangano?
«Silvio aveva visto molte persone. Poi si fece avanti Mangano. Era perfetto per quel ruolo».
Perché?
«Perché allevava cani ed era esperto di cavalli».
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Leggi l’ultima intervista di Paolo Borsellino, in cui descrive quanto Vittorio Mangano fosse una “brava persona”
Nel giorno della grande mobilitazione nazionale
contro tutte le mafie,
il presidente del consiglio ha voluto partecipare a suo modo:
Mentre si recava a Palazzo Ducale dopo il comizio al Teatro Carlo Felice, Berlusconi è stato accolto dalle proteste di alcuni giovani, tenuti a distanza dalla polizia. Ma quando uno dei contestatori ha gridato “Viva Mangano! Viva Mangano!”, il premier è tornato sui suoi passi e si è rivolto direttamente al giovane.
“Non ti permettere di dire cose del genere a una persona perbene come me – ha detto Berlusconi – e tu sei solo un coglione“.
(FONTE ANSA)