Via Fabrizio Quattrocchi: strada a fondo cieco

Torniamo a ripostare qui ciò che avevamo scritto
a proposito del rifiuto del comune di Genova
all’idea di intitolare una via al mercenario Fabrizio Quattrocchi,
caduto in Iraq. 

Ciampi oggi gli ha conferito una medaglia d’oro alla memoria.
Noi avremmo preferito che Quattrocchi fosse ancora vivo,
lontano lui dall’Iraq
e lontani i suoi fucili dai civili iracheni.

Così come troviamo scandaloso un guerra
 condotta da migliaia di soldati mercenari,
non possiamo che provare vergogna oggi
per chi ha premiato un uomo che non si è certo distinto nell’elevare i valori d’Italia
repubblica democratica che ripudia la guerra.

 

 

Genova ha detto No! a “Via Quattrocchi”.

La sorella del mercenario,
pardon,
del contractor (che è la stessa cosa ma suona meglio)ucciso,
ennesima vittima di una guerra illegale,
ha dichiarato che  «Così si tradiscono gli italiani».

Io non so in che cosa dovrei sentirmi tradito dalla giunta comunale di centrosinistra genovese,
forse sì,
per non aver preso ferma  posizione al fianco dei manifestanti
massacrati dalla polizia durante il G8,
quando era d’obbligo morale farlo.
Per aver cancellato così in fretta dalla memoria
il sangue fresco di Carlo Giuliani sull’asfalto di piazza alimonda.

Posso capire il lutto dei familiari di Quattrocchi,
e come ci tengano a elevare il ricordo del parente scomparso,
ma non bisognerebbe dimenticare che la nostra legge vieta
ai cittadini italiani di prestare impiego come mercenari, (articolo 288 del Codice penale)
e Quattrocchi era alle dipendenze di quel Gaetano Saya
al centro di indagini da cui emergono sordidi retroscena nell’estrema destra nostrana
mescolata ai soliti servizi deviati.

Cosa era a fare Fabrizio Quattrocchi in Iraq armato sino ai denti lo immaginiamo tutti,
non certo a fare il Gino Strada,
nemmeno il Baldoni che organizzava missioni per la croce rossa,
tanto meno il Calipari.

Enzo Baldoni e Nicola Calipari
hanno di fatto mostrato all’intero mondo come muore un italiano.

Morire esportando la morte a pagamento
non credo sia una morte dignitosa,
tantomeno da merita una via con la scritta:
Quattrocchi
mercenario in Iraq ucciso dalla resistenza.


Guerrilla radio

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