A metà settima abbiamo il faccione di Prodi in Israele,
a Sderot,
dinnanzi al nuovo ghetto di Varsavia:
Gaza.
Ha solidarizzato con gli abitanti della cittadina israeliana,
che ricevono sui tetti delle loro case dei tubi artigianali con velleità di essere missili,
i poco temibili razzi qassam.
Davvero deplorevole deve avere annuito il nostro presidente del consiglio,
quando il sindaco gli spiegava come i palestinesi lanciano i loro simil-razzi dall’interno del loro ghetto
invece di crepare quieti e in silenzio di fame e di stenti.
Prodi non pago di tanto servilismo
si è congraturato con Olmert per la decisione di liberare 250 prigionieri palestinesi (guarda caso tutti di fatah)
e ha chiesto a viva voce il rilascio del soldato ebreo Ghilad Shalit, da un anno nelle mani di Hamas,
dimenticando volutamente gli oltre 11000 prigionieri politici palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane,
di fatto anch’essi sotto sequestro, e tortura.
Poi si è accontentato di visitare il campo profughi di Betlemme, Dheisheh
che è sempre l’ultimo posto del mondo dove crescere un figlio,
ma sarebbe una vacanza per gli abitanti di Gaza in questo momento.
Sul fronte interno Abu Mazen fa terrorismo,
indicando hamas come prolungamento di al qaeda in Palestina,
niente di più falso,
proprio pochi giorni dopo che hamas ha portato in salvo il giornalista inglese Alan Johnston,
il leader del partito integralista islamico Hanyeh ha sdegnosamente rimandato al mittente il solito proclama di Ayman al Zawahiri,
che in Palestina ha la stessa presa di un fumetto di paperino.
Abu Mazen è la vergogna di Arafat defunto,
e ogni sua dichiarazione assomiglia preoccupatamente sempre di più alle parole di Olmert,
chi gli scrive i testi?
di fatto tutto ciò più o meno consapevolmente matura sempre più consensi verso il nemico Hamas.
Vik alias
guerrillaradio