Tony Blair nominato inviato per il Medio Oriente dal Quartetto (Onu, Ue, Usa e Russia),
è un dito medio sventolato in faccia a tutte quelle popolazioni arabe
che attendono da un pezzo un intervento risolutivo efficace dalla comunità internazionale.
La storia infatti non traccerà nel ricordo di Blair
la ripresa economica, il calo della disoccupazione e l’impennata degli investimenti dall’estero nel Regno Unito da lui amministrato durante un decennio.
La storia ricorderà il leader britannico per essere stato fra i promotori e fautori del sanguinoso conflitto iracheno,
per le enormi palle che raccontava alla vigilia della guerra,
fra le altre quella secondo cui Saddam Hussein aveva le potenzialità di attaccare l’Europa in 45 minuti con armi chimiche.
Verrà ricordato per aver illuso milioni di persone ponendosi come portatore di pace,
mentre la realtà rivela aver regalato la morte o relegato ad una vita di terrore milioni persone.
Perchè se in Iraq, Afganistan e Palestina si muore a decine, centinaia di civili al giorno,
la guerra al terrore ha sicuramente seminato terrore in tutto il mondo,
non solo a Londra in questi giorni.
Per quanto riguarda la popolarità di Tony Blair presso i popoli arabi,
coloro per i quali dovrebbe ergersi da intermediario,
ricordo bene quando entravo in un campo profughi palestinese
a Jenin come a Nablus,
e venivo circondato da sciami di bimbetti incuriositi,
che così per gioco, ma seriamente per capire da che parto stavo,
in coro mi chiedevano conto di Sharon,
sharon sharon…
kanzir! rispondevo io,
bush ?
kanzir bir!!!
tony blair ?
kanzir ! kelp!
kanzir e kelp, in arabo maiale e cane,
queste le risposte uniche e ineccepibili per quei bimbi coperti di stracci.
Ora appunto il kelp,
il cagnolino di Bush dovrebbe ricoprire un ruolo per cui è necessario stima e fiducia.
La crisi mediorientale non è l’Ulster,
protestanti e cattolici alla fine erano controparti favorevoli alla pace,
qui Israele non ha nessuna intenzione di mollare il suo progetto sionista di colonialismo e occupazione,
a meno che qualcuno non lo metta all’angolo e lo obblighi a rispettare le risoluzioni ONU che quotidianamente viola.
Può far questo il maggiordomo degli USA?
il cagnolino di bush che abbaiava ad un nemico immaginario
e continua a scodinzolare eccitato dinnanzi ad un padrone rabbioso?