L’unico rene di Rhamatullah Hanefi vale più di mille lune rosse.

“Rahmatullah sta molto male. L’unico rene che ha e’ gravemente compromesso, e se non si sottopone subito ad un trapianto rischia di morire”
 
Teresa Strada grida lo stato di emergency.
 
Ancora:
 
“Ho scritto lettere a Prodi, D’Alema e Karzai per spiegare che Rahmatullah ha gravi problemi renali, ma non ho avuto risposte.
 Durante il rapimento dell’inviato di ‘Repubblica’ i contatti tra Gino Strada e il premier italiano e il nostro ministro degli esteri erano stati quotidiani. Ma da dopo la liberazione di Mastrogiacomo, mio marito ha chiamato piu’ volte al telefono, ma Prodi e D’Alema non hanno mai risposto”.
 
“L’Italia ha speso 50 milioni di euro per creare un sistema giudiziario in Afghanistan, ma il caso di Rahmatullah, sequestrato illegalmente dai servizi segreti, dimostra che cosa sia veramente la giustizia in quel paese. A lui sono negati i diritti di difesa e un processo giusto”.
“L’avvocato che abbiamo ingaggiato per la difesa non ha avuto la possibilita’ di accedere al fascicolo per sapere cosa sia successo”.
 
In Italia ci si dimentica troppo in fretta delle campagne che sino a ieri erano in primo piano.
E i politici ben consci di questa corta memoria dell’elettorato, fanno altrettanto.
 
La campagna per la liberazione di Rhamatullah Hanefi non può finire nel dimenticatoio proprio ora che l’operatore umanitario afghano è a rischio della vita.
 
D’Alema lo abbiamo visto sorridente
sulla Luna Rossa di Tronchetti Provera,
parevano il Titanic della politica e dell’industria del nostro Paese,
peccato non sia apparso l’iceberg risolutore.
 
Ora il baffetto ministro degli esteri è tutto impegnato
a rattoppare lo scandalo intercettazioni Unipol,
è lecito per noi semplici cittadini a cui stanno a cuore i diritti umani
chiedergli di tornare a fare il suo dovere?
 
L’unico rene di Rhamatullah Hanefi vale molto più di mille lune rosse.

“Torneremo in Afghanistan solo quando Rahmat sara’ liberato e se il capo dei servizi segreti di Kabul ritirera’ le gravi accuse lanciate contro di noi di complicita’ con i terroristi”.
speriamo presto Teresa,
inshallah
 
guerrilla radio

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