W Israele canta Veltroni mentre la Palestina lentamente muore annichilita dal muro dell’apartheid (consigli elettorali #7)

«Viva Veltroni!».
Così intitolava ieri il quotidiano israeliano Maariv
una intervista nella quale il leader del PD prometteva pieno sostegno a Israele,
e soprattutto definiva il muro dell’apartheid costruito da Tel Aviv all’interno della Palestina occupata come:
“una reazione alla situazione in cui Israele si trova…Nessuno vuole barriere di separazione, si tratta di una reazione difensiva”.
 
Dichiarazione sconcertante.
Vorremmo qui ricordare al caro Veltroni che il muro
“costituisce una violazione da parte di Israele alla legge umanitaria internazionale e ai diritti umani”,
così come lo ha condannato la Corte internazionale dell’Aja definendolo illegale.
Il muro non può essere considerato una barriera difensiva semplicemente perchè non è stato costruito sul territorio israeliano ma bensì su quello palestinese, e in alcuni punti addirittura all’interno di 16 km dai confini israeliani.
 Il muro corre per ben 650 km all’interno della Palestina, non separa israeliani da palestinesi,
ma palestinesi da palestinesi, distruggendo la vita di migliaia di famiglie, impedendo a uomini e donne di lavorare e spostarsi.
 
“Oltre 210mila palestinesi saranno seriamente colpiti dalla costruzione del muro: coloro che vivono fra il Muro e la Linea Verde, il confine con la Cisgiordania stabilito nel 1967, saranno di fatto isolati dalle loro terre e dai propri posti di lavoro, scuole, ospedali ed altri servizi sociali”
Il suo obbiettivo principale non  è quello di mettere fine alle infiltrazioni di guerriglieri palestinesi ma proteggere gli insediamenti illegali dei coloni israeliani. E’ colonialismo allo stato puro.
 
In Parole povere,
mio caro Ma-Anche-Man Walter Veltroni,
il muro costruito da Israele è un “atto illegale di conquista”,
e questo non te lo dice guerrilla radio
ma il rapporto di John Dugard, relatore delle Nazioni Unite per i diritti umani.
 
Se questa sarebbe l’alternativa “democratica” al cieco servilismo di Berlusconi verso gli USA e Israele,
io mi arrendo,
uno vale l’altro.
 
A tal proposito, mi piacerebbe conoscere, anche fra i commenti di questo post,
l’opinione dei prossimi elettori del PD.
 
Guerrilla radio.
 
ps.
i miei amici di

saranno in tournèe in Italia il mese prossimo (dal 7 al 18 maggio)
per mostrare i documentari che hanno girato insieme ai ragazzi palestinesi dei vari campi profughi.
Se qualcuno è interessato ad averli nel suo paese, in una scuola o in un centro culturale,
i miei amici sono disposti a muoversi anche solo per una piccola platea di 15-20 persone.
Per ogni info non esitate a contattarmi a questa mail:
 
nakbalibanese@libero.it
 
ps2
segnalo infine per domani due belle mostre fotografiche, la prima a cura di Monica Macchi: La Palestina in Libano,
la seconda s’intitola “Per non dimenticare i profughi palestinesi in Libano”, e alcune foto di questa  andranno in onda nel corso della trasmissione “Mediterraneo” (RaiTre ore 13.20 circa).
 
l’ultimo video da A-films:

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