L’insonnia genera brutti scherzi,
pensavo che libero fosse un giornale utile solo per incartarci il pesce fresco…
ma in questo articolo ritrovo invece molto dei miei pensieri sulle prossime elezioni usa.
Se fossi statunitense, non tentennerei un attimo nel votare Kerry che sicuramente propone uno progetto di stato assistenziale molto più vicino ai bisogni della gente di quanto progetta george.
Ma in fatto di politica estera, i due la pensano in maniera poco diversa, si tratta di sfumature.
Kerry stanotte ha parlato di “uccidere i terroristi ovunque si trovino”,
di aumentare le truppe, di vincere in Iraq, di coivolgere la Francia, la Germania, di tirar dentro sotto al guida americana quanti stati più possibile.
Cosa si trova non belligenrante in un candidato che fa il saluto della pace alla fine di ogni suo dibattito???
Allora credo che tiferemo per bush,
che qualcosa di buono ha fatto durante il suo mandato…
è riuscito difatti involontariamente ha generare il più grande movimento pacifista della storia dell’uomo,
che è scaturito nelle più grandi manifestazioni che mai si erano viste,
ha risvegliato dal torpore le giovani generazioni che necessitavano di un fine pregevole per indirizzare le loro forze, per mobilitarsi, per informarsi, per educarsi ai giusti vaolri una volta messi innanzi agli orrori odierni.
Inoltre, la politica di bush ha spaccato in due il mondo, di là chi crede nella guerra preventiva, di qua chi pensa che il dialogo civile sia la migliore soluzione possibile come risposta agli eventi tragici di violenza.
Tiferemo allora bush, temendo che che un kerry tradizionalmente più diplomatico (conosciamo il passato di molti bellicosi “democratici”) possa convincere alla sua politica imperialista quei governi che sino ad ora si sono battuti fortemente contro.
bush è un bambino, tutto quel che di terribile cova in mente lo pone in atto sotto la luce del sole,
kerry è più stratega, sarebbe in grado di compiere lo stesso celandolo a tutti sotto l’arma della diplomazia. (ricordando clinton come abilmete anch’esso inizio una guerra senza il consenso ONU)
In attesa, se il non finisce il mondo prima, che la vera cultura liberal e democratica degli stati uniti estragga dal cilindro un candidato che sia realmente un antibush, e non un sua copia sbiadita. (e ci sono fior fior di intellettuali che ci lavorano, già pensano alle prossime elezioni, non ha queste, ritenute ormai perse).
Alla fine non voteremmo comuque bush, aggregandoci alla metà della popolazione usa che già non si reca alle urne, ci asteremmo, anche consci che il nostro voto non sarebbe decisivo, come ripetiamo nel sondaggio, bush vincerà facile perchè rappresenta in questo momento lo statunitense medio, la maggioranza che va a votare.
E questa è una triste realtà che dobbiamo accettare.
Guerrilla radio