Dopo le volgari esternazioni del suo ministro preferito, Bossi,
e i proclami fascisti del suo pupillo al senato Ciarrapico,
il 74 esimo compleanno Berlusconi non poteva certo festeggiarlo come tutti i normali nonni ai giardinetti coi nipoti,
ma era doveroso ergersi a capo branco della destra più becera e razzista dal dopoguerra ad oggi.
Ecco qui di seguito,
la solita inveita contro i giudici additati come delinquenti, una vecchia storiella sugli ebrei che non si stanca di ripetere a parte quando viaggia in Israele, (la stessa l’aveva già raccontata l’anno scorso)
e una barzelletta sessista contro Rosy Bondi culminata con bestemmione finale (con buona pace dei devoti Monsignori Bagnasco, Bertone e Fisichella).
Kierkegaard potrebbe riassumere benissimo così la situazione italiana:
“La nave e’ ormai in preda al cuoco di bordo e cio’ che trasmette al microfono del comandante non e’ piu’ la rotta, ma cio’ che mangeremo domani”.
Vik Da Gaza city