Il concime che fornisce ogni buon israeliano armato

A fine mese scorso, il premier israeliano Ehud Olmert si è vantato,
davanti alla Knesset di come negli ultimi tre mesi l’IDF, l’esercito israeliano, ha ucciso 300 palestinesi sostenitori del movimento della Resistenza islamica -Hamas – nella Striscia di Gaza.
 
In realtà, ha spiegato il dott. Mu’awiyah Abu Hassanein, direttore del Pronto Soccorso di Gaza, si tratta in prevalenza di civili:
137 minori sotto i 16 anni, 29 donne, 12 anziani, 42 persone uccise mentre erano in casa, 100 giovani.

5200 palestinesi sono stati feriti – di cui 750 sono rimasti handicappati permanenti a causa dell’utilizzo da parte dei militari israeliani di armi vietate dalle convenzioni internazionali.

Ma a novembre se il cielo non è sempre nitido sopra le nostre teste, rimane sempre tinto di morte, sopra i destini palestinesi. Israele ha infatti dato via nel Nord della striscia di Gaza all’Operazione Nubi d’Autunno:

Il bilancio dei morti palestinesi è già salito a 60 morti e a 300 quello dei feriti.

Fonti dell’ospedale Adwan hanno rivelato che molti feriti sono stati trasportati in ospedale con gli arti amputati da un nuovo tipo di arma, mai vista prima nella Striscia di Gaza. Arma non convenzionale.

Non posso fare a meno di pensare,  che sono i giorni della raccolta delle olive in Palestina, tradizione e sussistenza, quel poco che rimane di una terra fradicia di sofferenza. Ogni anno sembra che nonostante tutto la miseria a cui costringe l’occupazione militare israeliana, la terra non è mai avara dei suoi frutti.

Forse è il concime il segreto di questa ultima risorsa di sostentamento per le pance vuote dei miei amici arabi.

Le fosse che scavate non tardano a  riempirsi dei cadaveri dei mie amici.

Quel sangue è il segreto di ogni raccolto prodigioso, quel sangue è l’orrore tramandato da generazione a genarazione, assassinata per mano di una mano che nessuno è intenzionato ancora a disarmare.

Vittorio arrigoni

guerrillaradio

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