MOSCA – Voleva essere una battuta, anche se di dubbio gusto, ma è entrata di peso nel già ricco dossier nero sui diritti umani in Russia la frase del presidente Vladimir Putin sulle accuse di violenze sessuali rivolte da dieci donne al capo di stato israeliano Moshe Katsav. “Mi saluti il suo presidente – aveva detto il leader del Cremlino al premier in visita Ehud Olmert davanti a quelli che credeva essere microfoni spenti – si è rivelato davvero un uomo potente! Ha stuprato dieci donne, non me l’aspettavo da lui. Ci ha colpiti tutti, siamo tutti invidiosi”.
(ansa)
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Putin avrebbe perso la faccia,
dopo questa sua carpita dichiarazione
se non controllasse tutti i media più popolari del suo paese.
Guerrilla radio si sforza,
ma proprio non riesce a non collegare questa battuta del deposta russo
con l’efferato stupro adottato come tecnica di repressione
dall’esercito russo su donne, anziane e bambini Cecene.
Come suggerisce SoleSplendente
sarebbe il caso di interpellare la cara consorte di Vladimir,
Lyudmila Putin e chiederle di offrirsi come undicesima vittima per il presidente-stupratore -israeliano Moshe Katsav.
guerrilla radio