11 SETTEMBRE 1906-11 SETTEMBRE 2006: satyagraha

Tremila persone, musulmani e indù insieme, si riunirono all’Empire Theater di Johannesburg: era l’11 settembre 1906. Dall’assemblea emerse un 37enne avvocato originario del Gujarat. Il suo nome era Mohandas Karamchand Gandhi. Dichiarò che avrebbe fatto di tutto per «resistere a questa norma ingiusta (l’ Asian Registration Act): preferisco andare in prigione piuttosto che obbedire a queste leggi discriminatorie». Ma con una precisa posizione, rimarcò : se ciascun partecipante all’assembramento dell’Empire avesse deciso di restare fedele alla non violenza – anche se arrestato, imprigionato, torturato e perfino ucciso – la lotta sarebbe stata vinta. Ancora: nella decisione di lottare pacificamente contro la legge ingiusta, decisivo fu l’apporto della dimensione religiosa, anzi interconfessionale: Gandhi lo rievocò, più tardi, identificandola – lui di provenienza induista – nella figura di Seth Haji Habib, il fedele musulmano che si fece avanti nell’assemblea dell’Empire e gli chiese di «prendere Dio a testimone» che, se l’Asian Registration Act fosse diventata legge di stato, «gli indiani non si sarebbero codardamente sottoposti ad essa». «Tutti i presenti, con le mani alzate, giurarono di fronte a Dio – raccontò il Mahatma – di non sottomettersi alla legge. Era nato il Satyagraha».

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