Qualche giorno fa mi ha scritto un cittadino israeliano comunicandomi quanto trova ripugnante ciò viene scritto su questo blog.
Prima che si eclissasse nella rete ho fatto in tempo a ribadire che semmai di ripugnante c’è l’atteggiamento del suo Paese
nello sterminare sistematicamente civili palestinesi, per lo più bambini.
L’ultimo bombardamento dell’artiglieria israeliana contro Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza,
ha ucciso 3 bambini palestinesi appartenenti alla stessa famiglia: Sara Abu Nazal, 10 anni; Mahmoud Musa Abu Nazal, 10 anni; Yahya Ramadan Abu Nazal, 11 anni.
Che Iddio o Allah abbia a cuore le loro anime.
Ma il bilancio degli ultimi dieci giorni annovera decine di civili ammazzati
(non riferiamo di uccisi fra i civili israeliani semplicemente perchè non ve ne sono, strana guerra questa vero?),
precedentemente a Seida, era stata la volta di Mahmoud Ibrahim Qarnawi, 11 anni, colpito dagli israeliani alla testa e lasciato morire dissanguato dinanzi ai genitori.
Proprio in quel minuscolo villaggio di Seida dove ho lasciato io il mio di cuore,
e ogni volta che ne leggo i lutti tremo,
soffro di palpitazioni nel timore di scoprire che i soldati israeliani abbiano ammazzato un mio amico.
Per fortuna non tutti gli israeliani sono come l’anonimo che mi ha comunicato il suo disgusto, probabilmente reciproco,
ma lungo le spiagge di Tel Aviv o nelle sue discoteche la maggioranza della gente pare se ne sbatte se non commenta divertita a queste quotidiane stragi d’innocenti,
stolidamente non arrivando a capire che è tutto ciò il primo motivo di insicurezza per lo stato d’Israele.
Continueremo con piacere a essere ripugnanti,
se ciò significa denunciare questo continuo genocidio verso un popolo oppresso.
vik
alias guerrillaradio