COOPERAZIONE:AEREO GOVERNO PER OSSERVATORI ITALIANI IN CONGO
MISSIONE DEI ‘BEATI I COSTRUTTORI DI PACE’ PER ELEZIONI 30/7
(ANSA) – MILANO, 13 LUG – Anche il viceministro degli Affari
Esteri Patrizia Sentinelli parteciperà alla delegazione di 65
volontari italiani che monitoreranno le elezioni della
Repubblica democratica del Congo, le prime dopo oltre quarant’
anni.
Il Consiglio dei Ministri ha messo a disposizione di questi
osservatori, coordinati dall’associazione ‘Beati i costruttori
di pace’ un aereo, che partirà alla volta del Congo il prossimo
23 luglio. La missione durerà fino al 3 agosto, al termine
degli scrutini delle consultazioni che si terranno il 30 luglio.
La destinazione dei volontari italiani, provenienti da tutta
Italia, è il Kivu, la regione orientale dei laghi, al confine
con Burundi e Ruanda, ricca di miniere d’oro. “E’ la regione
più turbolenta – ha spiegato don Albino Bizzotto, il presidente
di ‘Beati i costruttori di pace – perche’ le milizie ancora non
vogliono entrare nell’esercito nazionale. In alcune aree non ci
sono nemmeno le strade e per raggiungere alcuni seggi dovremo
prendere l’elicottero”. Questa regione è stata una delle più
martoriate dalla guerra che dal 1998 al 2003 ha fatto oltre 4
milioni di vittime.
La missione è stata chiesta dalla stessa popolazione civile
congolese, da anni in contatto con l’associazione cattolica
guidata da don Bizzotto, ed è stata riconosciuta dalle Nazioni
Unite e dall’associazione Carter. Il compito dei volontari sarà
di incoraggiare la popolazione al voto, fungere da deterrente
contro chi vuole mettere a repentaglio le elezioni e monitorare
gli scrutini contro eventuali tentativi di broglio.
L’operazione è stata presentata oggi alla Provincia di
Milano, che assieme alle Regioni Veneto e Toscana e altri 13
enti locali sostiene quest’iniziativa di cooperazione
internazionale. “Questa missione rientra nella filosofia della
Provincia, come ente impegnato impegnato in politiche di pace e
favorevole a forme di diplomazia dal basso”. Il consiglio
provinciale potrebbe votare già oggi un ordine del giorno a
favore della missione, sbloccando così un aiuto finanziario.
“Apprezzo questa risposta politica – ha detto don Bizzotto –
perché oltre a sostenere la nostra missione, tenta di mettere
l’ Africa al centro della politica internazionale e dell’
attenzione dell’opinione pubblica occidentale”.
(ANSA).
Beati quei costruttori di pace in Congo
di Joshua Massarenti
13/07/2006
63 volontari dell’associazione Beati i costruttori di pace, sostenuti dalla Provincia di Milano, pronti a partire in Congo per una missione di monitoraggio delle prossime elezioni del 30 luglio
63 volontari provenienti da tutta Italia partiranno il 24 luglio alla volta della Repubblica Democratica del Congo per una missione lanciata da Beati i Costruttori di Pace e Chiama l’Africa per sostenere il percorso verso la democrazia della popolazione congolese, martoriata dalla “prima guerra mondiale africana” che dal 1998 al 2003 ha causato quattro milioni di morti e che da allora si è avviata sulla strada di una difficile transizione verso la pace.
Quest’ultima dovrà consolidarsi proprio attraverso le elezioni che si terranno il 30 luglio (le prime democratiche e multipartitiche da quarant’anni) e alle quali i volontari italiani parteciperanno un qualità di osservatori elettorali della società civile, parificati a tutti gli effetti con quelli ufficiali dell’Unione Europea e della Fondazione Carter. Quelle che si terranno in Congo sono le prime elezioni democratiche da oltre 40 anni.
“In solidarietà con il popolo congolese che costruisce la democrazia e la pace – ha sottolineato stamane Don Albino Bizzotto, presidente dei Beati costruttori di pace durante la conferenza stampa che si è tenuta poco fa nella sede della Provincia di Milano – vorremmo offrire la nostra presenza per sottolineare quanto crediamo sia importante la costruzione di istituzioni democratiche nell’impegno per la pace. La nostra missione sarà composta da rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi, sindacati e singoli amici dell’Africa. Ci coordineremo con le missioni istituzionali, in particolare dell’Unione Europea e collaboreremo con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese, dalla quale abbiamo ottenuto il riconoscimento che ci parifica a tutti gli effetti con gli osservatori elettorali internazionali”.
Irma Dioli, assessora alla partecipazione, pace e cooperazione della Provincia di Milano ha giustificato così il sostegno dell’ente pronviciale milanese alla missione: “Il nostro è un appoggio politico a una missione delicatissima che si svolgerà in un paese devastato da un conflitto armato tra i più sanguinosi degli ultimi dieci anni. Era importante per la Provincia di Milano dare un segnale forte di partecipazione a un’iniziativa totalmente in linea con i nostri principi, ovvero il sostegno alla pace, impegno a favore della società civile attraverso una diplomazia dal basso”. Senza precisare l’ammontare complessivo dell’appoggio finanziario da parte del suo assessorato e dalla presidenza della Provincia di Milano, la Dioli ha sottolineato “che come minimo stiamo parlando di 20mila euro”. Ma la Dioli ha voluto altresì ricordare che “questa iniziativa è solo il primo passo per un percorso politico e civile che vorremmo concretizzare attraverso un gemellaggio con un ente locale congolese da individuare”.
Molto dipenderà dall’esito del processo elettorale congolese. Di sicuro c’è un motivo in più per giustificare la missione dei Beati costruttori di Pace.
Rep. Congo: elezioni, ucciso un giornalista
di Redazione (redazione@vita.it)
10/07/2006
Bapuma Mwamba, freelance per alcuni giornali nazionali, è l’ultima vittima di un clima locale sempre più ostile ai massmedia
Bapuma Mwamba, 64 anni, è stato ucciso da tre uomini armati che si erano introdotti nella residenza privata di Matete, un quartiere popolare della capitale Kinshasa. Il crimine è stato immediatiamente condanato dalla stampa ciongolese che da mesi denuncia un clima di intimidazione nei confronti dei giornalisti locali.
Sulle modalità dell’accaduto, l’organizzazione congolese per la libertà di stampa Giornalisti in pericolo
(Jed) sottolinea che Mwamba “non ha avuto il tempo di fuggire ai sicari mentre il suo nipote è riuscito a scappare per allertare la polizia”. Mwamba “è morto nel corso di una corsa disperata dell’ambulanza verso il centro ospedaliero più vicino”.
Il giornalista, ex corrispondente del settimanale panafricano Jeune Afrique a Parigi, era rientrato su Kinsahsa nell’ottobre 2005 per collaborare con alcuni giornali della stampa locale, in particolare il quotidiano dell’opposizione “Le Phare”.
A meno di un mese dalle elezioni presidenziali e legislative, la Jed denuncia “il clima intimidatorio che si sta abbatendo sui giornalisti congolesi”, in particolar modo “l’intolleranza politica e le intimidazioni della polizia”.
Da parte sua, Reporter sans frontieres ha espresso la sua “costernazione” chiedendo al “governo congolese di fornire il massimo degli sforzi per garantire sicurezza ai media, mentre la campagna elettorale si apre con l’omicidio di un giornalista”.
.
R.d. Congo: osservatori italiani alle prime elezioni libere
Beati i Costruttori di Pace
sabato, 24 giugno, 2006
Beati costruttori di Pace in una precedente missione in R.d.Congo
Il 30 luglio nella Repubblica Democratica del Congo si svolgeranno, per la prima volta dal 1962, elezioni libere a cui presenzierà anche una nutrita delegazione di osservatori della società civile italiana. I congolesi, attendono con trepidazione questo momento a cui si preparano da tre anni, da quando cioè funziona un governo di transizione dopo una tragica guerra che, per lunghi tratti, ha assunto le caratteristiche di un conflitto continentale, causando ben quattro milioni di morti. L’associazione italiana “Beati i costruttori di pace”, invitata dalla Società civile congolese, sta organizzando una missione di osservazione elettorale nella zona più turbolenta del Paese, il Kivu, nella regione dei Grandi Laghi.
«La nostra volontà è di essere accompagnatori cordiali e non semplici ispettori» dicono i 60 volontari che, provenienti da tutta Italia, lo scorso fine settimana si sono ritrovati a Padova per il loro quarto appuntamento di preparazione. Non sono professionisti delle elezioni ma persone qualunque (molti gli studenti universitari) che da mesi si preparano a questa missione: hanno seguito corsi di formazione e saranno parificati a tutti gli effetti – tranne che per la paga, essendo volontari – agli incaricati dell’Unione europea o della Fondazione Carter, che abitualmente vigilano sulle urne. Un compito importante, non esente da difficoltà e qualche rischio, soprattutto nelle zone “calde” dove però i Bcp sono presenti da anni e nelle quali la loro presenza è stata espressamente richiesta della société civile e delle Ong locali.
Nel lungo cammino nonviolento dei Bcp (in Italia ma anche nei martoriati Balcani e in Palestina) la svolta africana avviene nel 2000, quando da Bukavu (Sud Kivu) arriva un grido disperato: «Di quanti milioni di morti avete ancora bisogno perché i vostri giornalisti si accorgano del dramma del Congo?». Nel febbraio-marzo 2001, si verifica l’«impossibile»: una grande assemblea di pace in zone di guerra, con centinaia di migliaia di donne e uomini congolesi a cui si aggiungono 300 persone di pace provenienti dall’Italia e da altri paesi europei: 300 bianchi, né soldati, né missionari, né capi-progetto con la sola voglia di aiutare il dialogo inter-congolese che faticosamente cercava di decollare.
«Abbiamo continuato ad appoggiare il processo di transizione e ora vogliamo dare il nostro piccolo contributo a questa nuova fase» spiegano Lisa Clark e Albino Bizzotto, portavoce dei Bcp, appena tornati da un viaggio di ricognizione in Congo: «Osservatori elettorali nelle zone turbolente dell’Est possono essere importanti per prevenire brogli e intimidazioni. Gli uomini e donne del Congo sono consapevoli che il voto è solo il primo passo verso una pace duratura, ma hanno aspettato da tanto e con pazienza questa occasione e sanno che essa, seppur fra tante difficoltà, non va sprecata».
http://unimondo.oneworld.net/article/view/135518/1/
Congo, in ostaggio delle violenze
Continuano le violenze in Kivu, a poco più di un mese dalle elezioni
Mentre la Repubblica Democratica del Congo si avvicina alle prime elezioni libere da oltre 40 anni (il voto per la scelta di presidente e assemblea nazionale è previsto per il 30 luglio), nell’est del paese la popolazione continua a vivere nella paura. Saccheggi, abusi sessuali e rapimenti sono quotidiani.
Non paghi di derubare abitazioni e negozi diroccati, i signori del terrore se la prendono ora anche con la chiesa. Nel villaggio di Ciherano, ad una cinquantina di chilometri da Bukavu (provincia del Sud Kivu), il 25 maggio una banda di uomini armati ha fatto irruzione nella parrocchia, rubando tutto ciò che c’era di valore. “Ci hanno selvaggiamente picchiato, fatto sdraiare per terra e portato via soldi, telefoni e vestiti”, racconta un addetto. Dalle testimonianze raccolte sul posto non si può stabilire con certezza chi fossero i banditi: vestiti in modo strano (qualcuno con i pantaloni dell’uniforme, altri con la sola camicia, altri ancora in pantaloncini), si sono espressi in francese, swahili e lingala (due delle quattro lingue nazionali) prima di dileguarsi nella notte a bordo di un veicolo. Secondo gli abitanti, potrebbe trattarsi di ex soldati dell’esercito congolese (Fardc) che al momento della smobilitazione non hanno consegnato le armi.
Nell’incomprensibile mosaico di ribelli, milizie e truppe armate che terrorizzano la provincia, potrebbe però anche trattarsi dei ribelli delle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda, attive nel Sud Kivu, o, come detto prima, di soldati dell’esercito repubblicano. Le Fardc non sono per nulla affidabili: l’ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) a Kinshasa rileva che i peggiori crimini sono proprio quelli commessi dai soldati dell’esercito.
Anche nel villaggio di Ibanda, a pochi chilometri dalla parrocchia, le violenze si susseguono. “Da circa tre settimane, il clima di insicurezza si è accentuato e la popolazione è costantemente vittima delle scorribande di uomini armati di fucile”, afferma un responsabile della comunità civile. “Il 27 maggio hanno stuprato una donna incinta di 8 mesi e alcuni giorni prima hanno sequestrato dei residenti per 72 ore, prima di rilasciarli a decine di chilometri di distanza”. Il modus operandi è lo stesso che in altre regioni orientali del paese: irrompono nelle abitazioni, solitamente di notte, picchiano e stuprano a loro piacimento e ripartono con una o più persone. Poi costringono qualcuno a ritornare al villaggio per cercare del denaro per il riscatto.
Neppure la scuola di Ibanda è stata risparmiata: i vetri delle finestre sono spariti, così come tutto il materiale di base. A rischio di saccheggio è anche il centro sanitario. Finora, gli unici due poliziotti del villaggio (che si dividono una sola arma) sono riusciti a far desistere i banditi. “Dormo da parecchi giorni nelle piantagioni di banani o nella foresta, siccome ho paura di finire nelle loro mani”, riferisce il responsabile del dispensario. Come lui, numerose famiglie del villaggio trascorrono la notte all’aperto. A causa di questa situazione, gli addetti sanitari (due medici e un’infermiera) si attendono un aumento delle epidemie. La popolazione deve già affrontare la malaria, per la quale mancano sufficienti trattamenti, la lebbra e gli effetti della malnutrizione.
Con una lettera a noi consegnataci – siamo i primi giornalisti a recarci in questa zona – la comunità chiede all’autorità provinciale maggiore protezione. Nonostante le ricorrenti malefatte dei soldati, gli abitanti di Ibanda vogliono il ritorno dell’esercito, partito qualche mese fa. Il clima di paura è tangibile: al rumore della jeep, molte donne e bambini che camminano lungo la strada fuggono a nascondersi tra i cespugli. Soltanto quando la giornalista congolese che ci accompagna si rivolge loro in swahili, un’espressione di scampato pericolo e un timido sorriso si dipinge sul loro viso.
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=5713
Firenze: la provincia sostiene le elezioni libere del congo
23/06/2006 12:41
Firenze, 23 giu. (Adnkronos) – Il Consiglio della Provincia di Firenze, ha approvato all’unanimita’ la mozione dei consiglieri di Rifondazione Comunista a sostegno delle prossime elezioni libere e democratiche nel Congo. La mozione sostiene la “Missione di Osservatori della Societa’ Civile italiana” dedicata alla memoria di Rino Serri, ex sottosegretario agli Esteri, che vedra’ la partecipazione, tra gli altri, di studenti del Corso di Laurea dell’Universita’ di Firenze “Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti”.
27 giugno 2006 | 11:30
“Urne, no armi” a Bologna il 30 giugno
Bolonga. Tre bolognesi, che aderiscono a Bcp (Beati i costruttori di pace), racconteranno il loro viaggio come “osservatori elettorali” alle elezioni presidenziali del 30 luglio nella Repubblica demoìcratica del Congo. Occasione imperdibile visto che è la prima volta che in un importante appuntamento elettorale volontari della società civile vengono equiparati ai “professionisti” dell’Unione europea o della fondazione Carter.
I volontari italiani andranno nelle zone considerate più difficili (nord e sud Kivu) perché lì è stata richiesta la loro presenza dalla “società civile congolese”.
E’ bene ricordare che i Congo sono due: quello di cui si parla è la Rdc con capitale Kinshasa: 2 milioni e 300 mila kmq, 8 volte e mezzo l’Italia, con circa 55 milioni di abitanti ma un vero censimento è pressoché impossibile. Le grandi ricchezze del Congo che hanno portato a una trentennale dittatura, poi a una serie di conflitti civili e con altri Paesi africani, nelle quale avrebbero perso la vita (stime O.N.U.) quasi quattro milioni di persone.
L’appuntamento è per venerdì 30 giugno, ore 10, al centro Donati di via Sigismondo 7 di Bologna.
http://www.sabatoseraonline.it/index.php?n=articles&category_id=16&article_id=101084&l=it
22/06/2006 17.47.38
R.D. CONGO: I VESCOVI CHIEDONO UN VOTO CONSAPEVOLE
KINSHASA, 22 giu. 06 – “È importante che ciascun elettore prenda coscienza del valore del suo voto, dal momento che le elezioni sono la strada più adeguata se non vogliamo continuare a girare intorno in modo indefinito, andando da una transizione all’altra, da una ribellione all’altra”. lo scrivono i vescovi dell’est della Repubblica democratica del Congo in un messaggio diffuso in vista delle presidenziali e legislative del prossimo 30 luglio, il primo voto dopo oltre 40 anni. “Sarebbe irresponsabile – si legge nel documento – rimanere in un’attitudine di passività, di lamentela e di interminale rassegnazione”. Che fare dunque?, si chiedono i vescovi di Bukavu, Goma, Uvira, Kasongo e Butembo-Beni. Nel dare prova di “vigilanza particolarmente acuta, di sacrificio e perseveranza”, scrivono i responsabili delle diocesi orientali dell’ex-Zaire, gli elettori sono chiamati a “scegliere uomini e donne che possano realmente promuovere i valori umani e cristiani di verità, solidarietà, giustizia, pace e lavoro e che si dedichino allo sviluppo integrale nel nostro paese”. Il documento si chiude con un’esortazione a non perdere altro tempo: “In questo momento – scrivono i presuli delle province orientali – le tergiversazioni e i conciliaboli interminabili non servono più”.
Misna – MANCINI
Nino Rocca , Rosalba Sterzi, Katia Mazzuccato, Maurizio Donadelli, Ivana Milanesio, StefaniaPavese, Valetina fevero, ismaele Ridolfi, Enrico Pili,Marta Clementi, Annachiara la Greca, Mamadou Sene, Michela Coss, Chiara Maggio, Nicola beat, Paolo Pennati, Noemi Dalmonte, Mirko Costa, Andrea Bagarella, Marco Pasini,Roberto Orlando, Daniele Danese, Massimo lambertini, Daniele Allara, Paolo Finozzi, Giampaolo Bertagia, Vittorio Arrigoni, Silvia De Metazama, Loretta Manzato, Cristina Armellin, Chiara Donadelli, Lisa Maracani, Nevio Mini, Valter Lazzari, Maurizio d’Este, Erika Cecarelli, Andrea Rossi, Daniele Barbieri, Donata Frigerio, Elisabetta d’Agostino,Daniela Marassi, Federico Dessì, Vania Anguelova, Fabiana Bruschi, Michele Telaro, Enrico Falda, Roberta Magliano, Patrizia Damiano, Mariangela Zecchini, Marco Bianchin, Enrico Pili,
Beati i costruttori di pace”
Associazione Nazionale di Volontariato – Onlus
Iscritta al Registro Regionale delle OO.VV. (L. Reg. Veneto n° 40/93)
con D.P.G.R. n° 46 del 12/2/98 (N° Classificazione PD0331)
Associata al Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite
COMUNICATO STAMPA
IL VICEMINISTRO AGLI ESTERI PATRIZIA SANTINELLI ACCOMPAGNA LA MISSIONE DEGLI OSSERVATORI DELLA SOCIETA’ CIVILE ITALIANA ALLE PRIME LIBERE ELEZIONI NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Milano, 13 luglio 2006. Il Governo Prodi sostiene la missione elettorale di 63 volontari italiani che a fine mese saranno nell’est della Repubblica Democratica del Congo in qualità di osservatori della società civile italiana alle prime elezioni democratiche e multipartitiche, dopo più di quarant’anni, tappa di prima importanza sulla strada di una pace duratura in un paese nel quale le guerre dal ’98 hanno causato quattro milioni di morti.
Lo ha annunciato stamane a Milano nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Isimbardi don Albino Bizzotto, presidente di Beati i Costruttori di Pace, l’associazione che assieme a Chiama l’Africa e su invito della società civile congolese ha organizzato la missione. Quest’ultima ha lo scopo di favorire, in particolare nell’est del paese dove sono ancora presenti gruppi ribelli, lo svolgimento regolare delle elezioni (primo turno delle presidenziali e legislative), che si terranno il 30 luglio.
“Non solo il Governo appoggia questo delicato compito che si è assunta la società civile italiana – ha spiegato don Bizzotto –, la Viceministra agli Esteri Patrizia Santinelli accompagnerà il nostro viaggio a Bukavu previsto per il 23 luglio e l’aereo di Stato su cui viaggerà porterà in Congo 45 degli osservatori elettorali”.
I volontari, provenienti da diverse regioni italiane, per lo più giovani, saranno in tutto parificati agli osservatori internazionali, eccetto che per il fatto di non ricevere alcun compenso. Per poter svolgere questo delicato compito si sono preparati con molteplici appuntamenti formativi. Vengono dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla Liguria, dalla Toscana, dal Friuli Venezia Giulia, ma anche dalla Sicilia e dalla Sardegna. Non sono “professionisti” delle elezioni, ma studenti, dirigenti, impiegati e professionisti che hanno scelto di dedicare parte delle proprie vacanze alla popolazione congolese per garantire che possa partecipare ad un voto libero e democratico.
“In solidarietà con il popolo congolese che costruisce la democrazia e la pace – afferma ancora don Bizzotto – vorremmo offrire la nostra presenza per sottolineare quanto crediamo sia importante la costruzione di istituzioni democratiche nell’impegno per la pace. La nostra missione sarà composta da rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi, sindacati e singoli amici dell’Africa. Ci coordineremo con le missioni istituzionali e collaboreremo con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese, che sta preparando le elezioni”.
L’iniziativa è appoggiata anche da un gruppo di enti locali, fra cui le Regioni Veneto e Toscana, la Provincia di Firenze, i Comuni di Bologna e Forlì. La prossima settimana un ordine del giorno di appoggio sarà discusso anche nella seduta del Consiglio Provinciale di Milano: nel corso della conferenza di stamane Irma Dioli, Assessora provinciale alla partecipazione, pace e cooperazione ha annunciato che la Provincia di Milano è intenzionata a sostenere la missione con un significativo contributo economico.