LETTERA DI WALTER VELTRONI
zombie1 (diego cugia dal zomborum)
Credo di non violare la privacy, pubblicando un’inaspettata lettera di Walter Veltroni, sindaco di Roma, da sempre vicino ai temi della Comunicazione e della Cultura:
“Caro Diego,
mi dispiace davvero molto che Zombie abbia potuto parlare per così poco tempo. O forse, in realtà, addirittura si potrebbe dire il contrario e non sarebbe poi così paradossale, e cioè che il tempo per parlare veramente, in questi anni in cui si preferisce la parola che non dice, è stato molto.
Non è difficile immaginare come ci si sente quando si pensa di essere solo all’inizio di qualcosa che hai ritrovato -per esempio uno spazio radiofonico libero e il rapporto diretto con i tuoi ascoltatori, quelli di sempre e quelli che si sono aggiunti giorno dopo giorno- e ti dicono invece che per ora sei già alla fine. Però, Diego, anche se questa esperienza forzatamente si è conclusa “quella montagna di cose da dire e da dare” troveranno un altro luogo per essere dette ed essere date. Se Zombie è nato dalle ceneri di Alcatraz dalle sue ceneri nascerà quello che tu deciderai. E che tutto questo avvenga il prima possibile e senza interruzioni. E’ un augurio che faccio a te e a tutti noi che ti vogliamo stare a sentire ancora per tanto tempo.” Walter Veltroni
Anche Radio 24 censura Diego Cugia, “padre” di Jack Folla
Intervista con l’autore
di Salamandra
Come mai hanno deciso a Radio 24 di chiudere la tua trasmissione Zombie?Dai fastidio a qualcuno?
“Dare fastidio a qualcuno è probabile. Se uno esprime libere opinioni è inevitabile andare a cozzare le libere opinioni di un altro. Ma da questo a diffamare , offendere, o scandalizzare ce ne corre. Il programma doveva durare un anno e il contratto prevedeva oltre 200 puntate. E’ stato interrotto alla 35esima, nonostante gli ascolti sempre in crescita e valanghe di telefonate ed e-mail. Buffo no?”
Ma anche in una radio privata si cerca di estendere un concetto del tutto particolare della par condicio?
“Ti stoppo subito! E’ lo stesso direttore della radio, Santalmassi, a dichiarare che io rispettavo la par condicio. A non essersi sentito rispettato è probabilmente qualche potere forte, che in questo bailamme elettorale ne approfitta per azzittire una voce libera.”
Ora cercherai di emigrare da qualche altra parte?
“Sono un laico, ma mi sento come un “clericus vagans”. Ho sempre la valigia pronta e mi sono anche un po’ stufato.”.
Al padre di Jack Folla, che evadeva da Alcatraz, cosa resta da fare in questo regime mediatico berlusconiano?
“Continuare a resistere esprimendo tutto il proprio dissenso da un sistema dell’informazione scioccamente bendato. E’ chiaro che, se neanche una radio privata regge più il peso delle libere opinioni , resistere è sempre più difficile. Ma mai abbassare la testa.”