Il saluto fascista dipaolo di canio e il rebrezzo di dabo inter

Dabo, giocatore di colore della Lazio, compagno di squadra di quel Paolo di Canio :  “Tutti conoscono l’ideologia di Paolo Di Canio – commenta oggi il francese – visto che non la nasconde neppure, io non gli parlo più e faccio bene. Sa cosa penso di lui e devo dire che mi sono rotto le p….di giocare con uno come lui. Ne ho abbastanza di questi fascisti. Sono una minoranza tra i tifosi della Lazio, non più di due o tremila, ma sono più in vista. Io non vado mai a salutarli, non li considero neppure. La cosa peggiore è che scandiscano canti in mio onore e questo prova quanto siano stupidi.”

Il richiamo della foresta, da Di Canio a Castelli

«la scena del braccio teso, del saluto tra uomini d’onore che si riconoscono come appartenenti alla stessa associazione. Un popolo cui, si deve rispetto per i suoi valori. Gli altri evidentemente, non hanno valori, o comunque se ne hanno esprimono dei disvalori. […] In virtù di quel gesto quel nucleo di “duri e puri” è ora la garanzia politica più efficace di Paolo Di Canio. Semplicemente sono la sua “guardia del corpo” […]
Il profilo è lo stesso […] ovvero il patto di fedeltà con i “propri”, di non averla data vinta agli altri. Di nuovo la questione è non mi piego, né mi spezzo. Un identico profilo mentale e culturale che dice che la stagione delle guerre ideologiche in Italia non è finita, che parlare di libertà ed essere democratici non appartiene necessariamente allo stesso lessico e che il richiamo della foresta e del branco è ancora l’asse su ci si snodano e si consolidano fortune pubbliche e carriere. E tanti saluti al confronto delle idee».

Sua Squisitezza David Bidussa da “Il Secolo XIX”, 14 dic.

 

 

Legge n. 645 del 1952 (legge Scelba):
Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale
(comma primo) della Costituzione.
Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.

1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

2. Sanzioni penali.
Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell’articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni (…) Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni (…)

3. Scioglimento e confisca dei beni.
Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo (…)

4. Apologia del fascismo.
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell’articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni (…)

5. Manifestazioni fasciste.
Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni (…)

(…)

9. Pubblicazioni sull’attività antidemocratica del fascismo.
La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell’azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l’insegnamento, l’attività antidemocratica del fascismo (…)

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