Il nostro ministro della salute Francesco Storace dà uno strano valore alla preservazione della vita.
Se dà una parte cerca di impedire in ogni modo la sperimentazione della pillola abortiva RU486,
(ma che bisogno c’è di sperimentare mi chiedo io, quando la stessa pillola è già presente nelle farmacie di mezza europa)
che dovrebbe tutelare la vita delle donne,
dall’altra prende accordi con la Nestlè per evitare il ritiro delle produzioni di latte contaminate dalla sostanza Itx.
Come a dire, I feti sono tutti da salvare, semmai, se dobbiamo decimarne qualcuno, aspettiamo che si facciano pargoli poi gli rifiliamo qualche veleno nell’omogeinizzato.
Il latte della Nestle fa male, oggi in Italia.
Ma ieri la Nestle mandava a morire 1500000 di bambini africani,
convincendo le madri a smettere di allattare, con invasive campagne di (dis)informazine e corrompendo apparati della sanità nei paesi in via di sviluppo.
(Il latte in polvere viene venduto ad alto costo, ceduto gratuitamente agli ospedali del Terzo
Mondo, senza illustrare i rischi di un utilizzo improprio. Quali l’impiego di acqua non potabile, la mancata sterilizzazione delle tettarelle. O l’impiego troppo diluito del prodotto per gli alti costi, da parte di madri che già in ospedale vengono invitate a rinunciare all’allattamento naturale, grazie a una prima confezione omaggio. Con il rischio didenutrizione dei piccoli.)
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“Ogni giorno per l’utilizzo
di quel latte muoiono quattromila bambini, in un mese ci sono le stesse
vittime provocate dalla bomba atomica su Hiroshima”, ha dichiarato James Grant, ex direttore esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
La nestlè nello Sri Lanka ha cercato di esportare 15 tonnellate di latte
in polvere subito bloccato perchè era contaminato con particelle radioattive.
Probabilmente volevano far sì che le madri cingalesi trovassero i loro figli anche al buio…
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Ma la Nestlè ha prontamente risposto alle autorità dello Sri Lanka: “non è latte radioattivo, Sono i vostri parametri che Sono troppo bassi” (questa non è una battuta, sic!)
La coca cola invece ci piace, “con tutte quelle, tutte quelle bollicine…”
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La coca cola in colombia ammazza i sindacalisti,
come ci ricorda il fratello Allan,
sono già otto,
i sindacalisti che reclamavano migliori salari e condizioni lavorative più sicure per i dipendenti della multinazionale americana,
e si sono ritrovati con un proitettile stappato nella testa, senza bollicine.
In IndiaLa Coca-Cola è accusata di impoverire e inquinare le falde acquifere e i terreni con i suoi impianti di imbottigliamento, in particolare nello Stato del Kerala, nell’India meridionale.
Alcuni giorni fa il comune di torino ha votato per il boicattagio dei prodotti coca cola nel locali dell’amministrazione.
Proprio come avevano fatto precedentemente i Municipi IV, X e XI di Roma, il Comune di Empoli, 7 comuni dell’empolese-valdelsa, il Comune di Fiano Romano e la Rete del Nuovo Municipio, a cui aderiscono gli esponenti di 300 enti locali.
C’è stato forse un plauso?
No! solo un unanime coro di critiche.
Da sinistra a destra tutti uniti nel proverbiale inginocchiamento all’idolo dello sponsor intoccabile.
Attendiamo allora che come nel caso del latte nestlè contaminato
anche dell’inchiostro dalle lattine rosse sporchi la benedetta cola,
di modo che magari il popolo italiano sia costretto a boiccotare la propria indulgenza verso ogni multinazionale sozza.
Da parte sua,
guerrila radio sono anni che non beve coca cola,
e partecipa alla campagna di boicottaggio rinunciando volentieri ai suoi cuba libre.
( a meno che ci versino mecca cola, bene inteso.)
guerrilla radio