quando la vacanza confina con la morte.

Il tumore si propaga,
trova terreno fertile
nell’ignoranza,
nella presupponenza.
.
 
Pretendiamo di andare a innescare
l’orrore della guerra
in Afghanistan,
poi in Iraq
chiudendo gli occhi sulla tragedia della  Palestina
(“che  crepino pure questi porci di musulmani”)
e poi partire belli tonti e beati sicuri di esser al sicuro in paradisi artificiali egiziani.
.
 
Qualcuno dovrebbe scrivercelo,
sui deplians turistici
che anche se non così non pare,
l’artificiale Sharm el-Sheick si trova in Egitto,
e l’Egitto confina con Gaza
:

Sharm el-sheick day of 23/07/2005

Gaza, many days of last years

Sharma el-sheick

Gaza

Sharm el-Sheick, il giorno 23 luglio 2005

Gaza, molti giorni di quest’anno.
(Gaza, April 2002. Palestinian teenager Samira finds her neighbour’s eight-member family dead under their house destroyed in an Israeli attack)
.
Il tumore si propaga,
non capisco allora la sorpresa,
quando ben inteso che l’orrore della guerra
oggi sa come traslocare coi suoi devastanti scenari dinnanzi alle nostra case (londinesi, prossimamente romane?)
come non è automatico concepire quanto facile
è sterminare le nostre vacanze
qualora si organizzano proprio ai confini delle tragiche  uccisioni di speranze.
.
 
Una volta estirpato il male della guerra,
e i motivi di una disperazione kamikaze
ecco che il terrorismo non troverà più alcun terreno fertile in cui proliferare.
.
.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La cartolina odierna,
spedita a qualche giorno di distanza dalla carneficina egiziana
è l’immagine che mi viene evocata da quelle foto che i turisti oggi  
scattano divertiti dinnanzi alle rovine di cenere e putrefazione.

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Mi immagino un turista steso su di una spiaggia di Sharm
e a fianco a lui un cadavere carbonizzato.
Il turista fa al morto:
brucia oggi il sole eh?
.
macabro ma mai tanto cinico
come il mondo reale.

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