Live 8: cori di voci critiche

Ali Farka Touré: ‘Certi africani non ci rappresentano’

In occasione della presentazione del suo nuovo album, “In the heart of the moon”, Ali Farka Touré ha parlato del Live 8 e della sua partecipazione all’evento (vedi News). “Quello che sto per dire ‘n’engage que moi’, parlo per me: ci sono africani che non rappresentano l’Africa. Youssou N’Dour non può parlare dell’Africa perché non fa musica africana. E’ la cultura europea, non la storia della musica africana quello che può raccontarvi”. Ha spiegato Touré. “Il Live 8 serve agli africani invitati. Il Womad sì che serve, una volta ci ho suonato anch’io e c’erano musicisti da tutta l’Africa. Quella è una vera organizzazione che ha iniziato qualcosa da noi. Ma quando si organizza qualcosa per un interesse personale a che serve?”. Fonte: La Repubblica

 

Una delle voci più critiche della predominanza anglosassone nel line up del concerto principale del Live 8 è stata quella dell’ex leader dei Blur Damon Albarn. «Se fai una festa per qualcuno, poi non gli chiudi la porta in faccia», ha detto Albarn in un’intervista alla Bbc in cui ha annunciato che la sua nuova band – i Gorillaz – non avrebbe partecipato all’evento.

 

Anche Black information link, un’organizzazione indipendente delle comunità nere del Regno unito, ha definito come «odiosa» l’assenza di artisti neri dalla scena londinese. «Bob Geldof ha scelto quasi solo musicisti bianchi per partecipare ad un evento che vuole evidenziare la piaga della povertà in Africa», dice un portavoce dell’associazione.

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