Il Pentagono ammette: colloqui con i ribelli iracheni
di red
Il ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld ha confermato ufficialmente quanto riferito dal settimanale britannico The Sunday Times, secondo cui colloqui tra emissari americani e rappresentanti della guerriglia sarebbero effettivamente avvenuti in Iraq. In televisione Rumsfeld ha riconosciuto infatti che incontri tra le parti vi sono già stati, e che per conto di Washington vi hanno preso parte inviati dello stesso Pentagono.
L’articolo del Sunday Times racconta con molti particolari gli incontri che si sarebbero tenuti a partire dal 3 giugno scorso in una villa sulle colline attorno a Balda, una quarantina di chilometri a nord di Baghdad. Mediatore degli incontri sarebbe il ministro dell’elettricità Ayham al-Samurai, un sunnita vissuto per vent’anni negli Stati Uniti durante il regime di Saddam Hussein.
Secondo il settimanale i «colloqui sembrano rappresentare il primo serio sforzo da parte degli americani e degli insorti iracheni per trovare un terreno di intesa comune da quando le violenze si sono intensificate nella scorsa primavera»
Da parte americana agli incontri avrebbero partecipato alcuni ufficiali, un funzionario del Congresso e un rappresentante dell’ambasciata Usa a Baghdad. Tra gli insorti c’erano i rappresentanti di numerosi gruppi guerriglieri, tra i quali Ansar al-Sunna, a cui sono attribuiti numerosi attacchi suicidi, tra i quali quello che uccise 22 soldati americani in base a Mosul alla vigilia di Natale.