radicali: gestione viminale sospetta

Referendum, Capezzone: è certa una sola cosa, per ora. Gestione del Viminale opaca, sospetta, reticente
Gravissimi l’ulteriore sfregio agli italiani all’estero, e -per tutto il giorno- l’anticipazione dei dati. Questi ultimi (ad esempio) che dati sono? Io non mi fido.

-Spero in colpo di reni nella giornata di domani
-Sul piano politico generale, dal 17 al 19 giugno (Grande Assemblea), sempre più essenziale bilancio della campagna referendaria e riflessione sul “che fare”
Roma, 12 giugno 2005 

• Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani
– ore 23

 

Per ora, mi pare certa una sola cosa. La gestione del Viminale è opaca, sospetta, reticente. Nella migliore delle ipotesi, da incapaci; nella peggiore, da treccartari.

Mi appare gravissimo, ad esempio, l’ulteriore sfregio nei confronti degli italiani all’estero: non solo un milione di loro sono stati preventivamente impediti nell’esercizio dei loro diritti elettorali; ma oggi sono stati presi in giro ed estromessi dai seggi perfino quelli che -fra loro- sono tornati qui per votare. Si era loro consentito, nelle stesse condizioni, di votare due mesi fa alle regionali: e stavolta li si è incredibilmente esclusi dal voto.

Poi, la situazione da repubblica centroamericana relativa alla gestione dei dati, con un costante e sensibile anticipo delle rilevazioni, per dare agli elettori incerti (secondo Mannheimer, ancora stamattina, il 30% degli italiani) un segnale ancora più negativo di quello che andava via via
precisandosi.

Ad esempio, questi ultimi che dati sono? Sono davvero quelli finali, quelli definitivi delle 22? O sono invece anch’essi il frutto di rilevazioni (più o meno) anticipate? Ed è possibile che il Governo metta i cittadini e gli osservatori in una simile situazione di scarsa chiarezza?

Io non mi fido, e -insisto- trovo la gestione del Ministero degli Interni opaca, sospetta, reticente.

In ogni caso, mi auguro che da parte di tanti elettori ci sia un colpo di reni nella giornata di domani, E, sul piano politico generale, mi pare sempre più essenziale la funzione della Grande Assemblea del 17-19 giugno, appuntamento indispensabile per il bilancio della campagna referendaria e per una concreta riflesisone sul “che fare”

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