Csm, Rognoni risponde a Castelli: «Sulla giustizia non taceremo mai»
di red.
«Non si illuda il ministro che taceremo sugli effetti e ricadute che certi provvedimenti possono avere sull’organizzazione giudiziaria». Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Virginio Rognoni, replica al ministro Castelli, che giovedì aveva consigliato al Csm di occuparsi dei ritardi nelle nomine dei magistrati piuttosto che «discutere di quello che fa il Parlamento». Il riferimento, chiaro, era alla risoluzione approvata dal Csm sulla legge Cirielli, meglio conosciuta come Salva Previti. Secondo la risoluzione la legge «avrà effetti devastanti» sull’amministrazione della giustizia e farà quadruplicare i reati prescritti.
«Certamente – assicura il numero due di Palazzo dei marescialli – ci impegneremo a risolvere il problema della lentezza di certe procedure consiliari su cui, più volte, anche in passato ho richiamato l’attenzione dei colleghi commissari. Ma – aggiunge Rognoni- non taceremo sugli effetti di certi provvedimenti sull’organizzazione giudiziaria».
«Mi rendo conto – conclude – che può essere fastidioso ascoltare il nostro parere ma noi abbiamo il dovere istituzionale di farlo, anche perché siamo ostinatamente convinti che il principio della leale collaborazione valga anche qui».
«La risoluzione del Consiglio superiore della magistratura sulla legge Cirielli è un atto di doverosa collaborazione fra le istituzioni, previsto dalla legge istitutiva del Consiglio», ribadisce il consigliere del Csm Luigi Marini, relatore del documento sugli effetti della legge sulla prescrizione approvato dal plenum di Palazzo dei marescialli.
Marini si rivolge direttamente a chi dalla maggioranza ha accusato il Csm di assumere un ruolo politico: «A chi si preoccupa dell’intervento del Consiglio invece di valutare i suoi contenuti, suggerirei – dice – altrettanto impegno nell’analizzare le gravi ricadute della legge e nell’adoperarsi perché le leggi emanate in tema di giustizia siano rispettose della Costituzione e, se possibile, utili per il paese».