Roma, novembre – Monsignor Hilarion Capucci, arcivescovo di Gerusalemme, costretto in esilio dalle autorità di occupazione da 27 anni, ha avuto modo di frequentare e conoscere molto bene Yasser Arafat. La sua è una testimonianza umana resa ad Arabmonitor in un momento particolarmente drammatico in cui la vita del leader palestinese sembra appesa a un filo.
“Per me Arafat è stato un simbolo. Non sono l’unico a dirlo, ma per me è stato il simbolo dell’altruismo. Non conosco altri esempi di persone che si siano sacrificate per il proprio popolo con la stessa tenacia, la stessa dedizione di Yasser Arafat. Lo ha fatto con semplicità, vivendo in modo estremamente modesto.
Quello che gli è accaduto in questi giorni, è il risultato di due anni e mezzo di prigione. Perché a Ramallah Arafat era stato tenuto in prigione. Non c’è nessuno che sia perfetto: ma se mettiamo sul piatto della bilancia il bene e il male legati all’attività di Arafat, non ci possono essere dubbi che il bene surclassa il male”.