INSCIALLAH

PARIGI – Yasser Arafat e’ vivo. Versa in uno stato ”molto complicato, molto grave e stabile”. Poche parole, come sempre, ma almeno certe e autorevoli: al posto del laconico generale Estripeau dell’ospedale militare il bollettino di oggi a Parigi lo ha firmato Michel Barnier, ministro degli Esteri. Ma nel mondo tutti parlano sempre piu’ insistentemente di veleno, una sostanza tossica che avrebbe gia’ messo fuori uso il fegato di Arafat.

Improvvisamente, la situazione che pareva cristallizzata a Parigi sembra movimentarsi: arrivano domani nella capitale francese il primo ministro palestinese Abu Ala (Ahmad Qorei), l’ex premier Abu Mazen (Mahmoud Abbas) e il ministro degli Esteri, Nabil Shaath. Barnier ha tenuto a rassicurare tutti coloro che cominciavano a temere di tutto per il paziente, segregato da 10 giorni e mai avvistato da testimoni imparziali: ”Yasser Arafat – ha affermato il responsabile del Quai d’Orsay – e’ curato e bene in Francia, come la sua famiglia e le persone a lui vicine hanno voluto”. Neanche lui, pero’, ha smentito la voce che ha fatto il giro del pianeta ed e’ sempre piu’ insistente: ”avvelenamento? Nulla consente di affermare che tale ipotesi sia corretta”, si e’ limitato a commentare Barnier.

Il leader palestinese sta male da un mese. Dieci giorni fa, questo e’ stato affermato, le sue condizioni erano talmente peggiorate che la moglie Suha ha deciso il trasferimento a Parigi in un ospedale specializzato. Il problema era il sangue, anomalie difficili da comprendere nell’assedio della Muqata. E poi c’era una forte dissenteria, vomito e dolori lancinanti allo stomaco: un quadro tipico dell’intossicazione da veleno, che – nell’unico, scarno bollettino dei medici – e’ stato parzialmente confermato. Qualcosa non va nel sangue, dissero i sanitari francesi, e ci sono ”problemi della digestione”.

Oggi, il braccio destro di Arafat, Abu Rudeina, e’ stato costretto a smentire una dichiarazione che la tv Al Arabiya gli aveva attribuito su problemi al fegato del presidente. E invece, proprio su quello stesso organo vitale si sono concentrate oggi gli ”spifferi” quotidiani dall’ospedale Percy. ”La debolezza del fegato – ha spiegato una fonte palestinese in contatto con l’entourage dell’ospedale – indica che ormai l’organismo di Arafat e’ invaso da una sostanza tossica che ha colpito i suoi organi. Nella maggior parte di questi casi si muore”.

Un membro della delegazione arrivata 10 giorni fa dalla Cisgiordania ha aggiunto che dal fegato in giu’ l’organismo di Arafat e’ irrecuperabile, mentre ”il cuore e il cervello funzionano sempre”. Senza speranza le richieste di un commento al generale Estripeau, che – come vuole la consorte Suha – non concede nulla alle esigenze di informazione. Ulteriori indiscrezioni aggiungono poi con insistenza che, da un momento all’altro, il rais potrebbe essere trasferito al Cairo, per misteriosi nuovi esami. Provette con il sangue di Arafat sarebbero gia’ state spedite con la massima urgenza da Parigi a centri specializzati in Europa e in America.

Colei che da molti viene indicata come l’unica in grado di prendere decisioni riguardanti Arafat, la moglie Suha, e’ intervenuta in modo deciso, inviando un messaggio alla direzione palestinese riunita a Ramallah. Lo ha fatto tramite Mohammad Dahlan, il discusso uomo forte di Gaza, che da un paio di giorni si aggirava attorno all’ospedale di Clamart. Si ignora il contenuto del messaggio, ma le indiscrezioni dicono che contenga la verita’ sulle condizioni di Yasser Arafat. Quella che anche il presidente Jacques Chirac, che e’ andato giovedi’ scorso a trovare il rais al capezzale, conosce. E che avrebbe comunicato per telefono a George W. Bush.

PROVETTE IN VOLO DALLA FRANCIA – Una stazione televisiva araba, al-Arabya, ha intanto affermato che i medici francesi non sono riusciti in alcun modo a comprendere che cosa esattamente abbia provocato il crollo fisico di Arafat. Provette con alcune dosi del suo sangue sarebbero state inoltrate dalla Francia verso moderni laboratori in Usa o in Europa. Da quelle provette ci si attende adesso la risposta ai molti interrogativi.

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