PARIGI – Yasser Arafat e’ morto, anzi no e’ vivo. Chirac, accorso al suo capezzale, lo ha ”visto”: la giornata e’ stata un accavallarsi di colpi di scena, la vita del presidente palestinese e’ agli sgoccioli. I medici francesi dicono che e’ clinicamente morto, in coma profondo, i sanitari di fiducia del rais – con vigore sempre minore – continuano a smentire.
Davanti all’ospedale militare Percy di Clamart, un sobborgo residenziale di Parigi a una decina di chilometri dalla capitale, si respira grande tensione. In una giornata grigia e umida, centinaia di giornalisti di tutto il mondo si appoggiano alle transenne sistemate lungo la stradina che costeggia il Percy per prendere appunti, svicolando fra le decine di camionette delle tv con l’antenna satellitare sul tetto. Non ci sono bandiere palestinesi – tranne un pittoresco signore maghrebino, Abdul, che vuole rendere omaggio alla ”lotta palestinese” – ma soltanto i tecnici con le cuffie e i reporter con i cellulari.
Ogni quarto d’ora arriva di corsa qualcuno con la notizia arrivata dalla redazione, ”Arafat e’ morto!”. Poi, puntuale, la smentita. Si va avanti cosi’, con i ”flic” francesi dispiegati a centinaia – con tanto di blindati – che fanno fatica ad arginare la foga dei presenti. All’entrata dell’ospedale militare, che vanta uno dei migliori centri di ematologia di Francia, non ci si puo’ nemmeno avvicinare e si spera di continuo che qualcuno esca per comunicare qualcosa. La struttura di ingresso, in vetro e acciaio bianco, resta durante lunghe ore un miraggio per gli inviati giapponesi, israeliani, americani, francesi.
Mentre rimbalza in tutto il mondo la notizia di un Arafat ormai morente, dal fondo della rue Barbusse che costeggia l’ospedale sbuca l’auto blu di Jacques Chirac, il presidente che si e’ personalmente esposto per ospitare in casa il paziente Arafat. Chirac va al capezzale del presidente palestinese e, anche in questo caso, le versioni divergono: i servizi dell’Eliseo si limitano ad annunciare che il capo dello stato ha ”visto” Arafat, i palestinesi aggiungono che il rais gli ha ”sorriso” e addirittura ”tenuto la mano”.
Poco prima delle 18, l’atteso ed estremamente laconico comunicato letto davanti al muro di giornalisti e telecamere da un portavoce militare dell’ospedale il generale Christian Estripeau: ”il presidente Arafat non e’ morto”, annuncia l’uomo in divisa. Ripete poi che da ieri e’ stato trasferito in terapia intensiva per l’improvviso peggioramento delle condizioni poi ripete a chiare lettere, con piglio da ufficiale, che ”Arafat resta ricoverato in questo ospedale”.
Di seguito, le precisazioni di fonti mediche dall’interno del Percy, che restano anonime: Arafat e’ in stato di ”morte cerebrale”, un ”coma molto profondo di livello 4”, il piu’ grave. In assenza di polso, di segnali di respirazione autonoma (resta intubato e legato a un respiratore artificiale) e di altre funzioni vitali, e’ stato necessario un elettroencefalogramma per stabilire che la morte clinica non e’ ancora morte in senso tecnico. ”Puo’ essere mantenuto in questo stato, grazie alle macchine, per giorni, o anche settimane”, precisano i medici francesi. Puntualmente smentiti da Ashraf al-Kurdi, il medico personale di Arafat, un giordano che ha sempre fornito, in questi giorni, la versione meno drammatica della situazione. Stavolta, pero’, smentisce con meno vigore, ammettendo che ”la situazione va sempre peggio”