coloni israeliani avvelenano i pozzi d’acqua dei palestinesi

Avvelenando i pozzi del villaggio

di Amira Hass da Haaretz

L’acqua e il controllo delle risorse idriche rimangono punti sensibili nella regione del Medio Oriente. I pozzi del villaggio di Madama, vicino a Nablus, sono stati ripetutamente sabotati, divenendo un ricettacolo di immondizia con il fine di rendere inutilizzabile il sistema idrico. Gli abitanti di questi villaggi vivono senza acqua corrente e, più di una volta, i soldati israeliani hanno sparato contro i lavoratori che tentavano di riparare il sistema.

Ayed Kamal, sindaco del paese di Madama, stava aspettando una delegazione, dall’Inghilterra, di rappresentanti dell’Oxfam e di tecnici idrici dal vicino villaggio di Nablus, quando ricevette una telefonata che gli diceva che, ieri, alcuni israeliani armati avevano attaccato un abitante del villaggio di Asira a Qibiya mentre raccoglieva olive.

I delegati dell’Oxfam e i funzionari idrici di Nablus stavano tornando da una visita alla principale cisterna di acqua di Madama – una fonte che il Ministero della Sanità palestinese, all’inizio dell’anno, aveva chiesto di non usare perchè contaminata.

Gli esperti inglesi per lo sviluppo e i tecnici idrici di Nablus stavano tentando di trovare la causa della contaminazione. L’Oxfam ha “adottato” il villaggio di Madama due anni fa.

Quattro soldati, inclusi due membri del personale dell’Amministrazione Civile, hanno preso parte a una spedizione in cima alla collina dove si trova la cisterna. L’Oxfam aveva chiesto una scorta per proteggere i suoi lavoratori e i visitatori da probabili intimidazioni da parte dei coloni.

Gli abitanti di Madama, come quelli di altri paesi vicini agli insediamenti di Nablus, si sono lamentati a lungo dei “misteriosi” incendi delle loro piantagioni e dei loro campi e dei coloni armati che andavano a caccia di palestinesi.

Qualche volta i palestinesi presentano, all’Ufficio di Coordinazione del Distretto, una denuncia, che si suppone verrà notificata all’Amministrazione Civile. Secondo Kamal, non c’è mai stato alcun risultato a seguito di tali denunce.

Nel 1928 gli inglesi installarono una conduttura dai pozzi della fonte principale del paese e, da allora, l’acqua corrente arriva al villaggio, per lo meno in inverno e in primavera. Ma, dalla fine del 2000 fino al 2003, l’acqua ha smesso di giungere agli abitanti.

Un’ispezione delle condutture rivelò che qualcuno le aveva sabotate, riempiendo i pozzi principali con pannolini sporchi e polli morti. L’Oxfam finanziò le riparazioni ma le condutture furono sabotate altre volte.

Quando i pozzi vennero cementati e le bocche ricoperte con grate di ferro, il cemento venne frantumato e i pozzi si trasformarono, una volta di più, in un ricettacolo di immondizia con il fine di rendere inutilizzabile il sistema idrico. Nel settembre 2002, per due volte, gli israeliani hanno sparato contro i lavoratori dell’Oxfam e gli abitanti del villaggio che cercavano di riparare il sistema. Le opere sono terminate nel 2003, quando è parso chiaro che non c’era soluzione.

Nel novembre 2003, alcuni volontari italiani e gente del popolo cementarono di nuovo i pozzi aperti, chiudendoli per impedire che vi venisse gettata immondizia. Il paese festeggiò il ritorno dell’acqua corrente. Ma, in tre mesi, gli abitanti del villaggio iniziarono a soffrire di infezioni al fegato. Nuove ispezioni nei pozzi, compiute a febbraio e agosto di quest’anno, hanno dimostrato che l’ acqua era ancora contaminata.

Ora, i tecnici dell’Oxfam devono ispezionare i tre pozzi. Saranno esaminati separatamente, due visite ciascuno. Ogni visita richiede una scorta militare per proteggere i lavoratori. Questo significa che è necessaria una coordinazione con l’esercito.

Ci sono voluti due mesi per concedere la scorta alla visita di ieri ai pozzi. Di questo passo per l’esame completo – non le riparazioni – ci vorrà più di un anno. Quello che preoccupa l’Oxfam è che l’origine della contaminazione non è nei pozzi ma nella cisterna principale. Pare loro assurdo credere che a nessuno sia permesso verificare se sono le acque residuali dell’insediamento di Yitzhar quelle che contaminano la fonte di Madama.

http://www.haaretz.com

Torna in alto