Laura Torretta: “Non ce l’aspettavamo oggi. Siamo emozionati contentissimi”. La prima notizia arrivata dal Prefetto Serra A Rimini e Roma esplode la gioia
Una folla sotto casa delle SimoneLuciano Pari: “Stavamo guardando la tv, poi ci hanno chiamato
prima Silvio Berlusconi e subito dopo Gianni Letta”
Il portone di casa Torretta
ROMA – Liberi, liberi dall’angoscia. I familiari di Simona Pari e Simona Torretta piangono, sorridono, si affacciano dal balcone, si abbracciano, salutano la folla di amici, parenti, giornalisti che dal 7 settembre, sostano o passano sotto le loro case. Un occhio a quei balconi con le finestre sempre abbassate. “E’ una cosa meravigliosa. E’ come ritrovare un figlio dopo tanto tempo – ha detto la mamma di Simona Torretta – è come nascere un’altra volta. Ma le ragazze non le ho ancora sentite”.
E’ ancora incredula Laura Torretta, la sorella di Simona. “Non ce l’aspettavamo oggi”, confessa Laura ai microfoni della Rai, confermando la liberazione delle due volontarie italiane. “Ci ha chiamato il prefetto e ci ha detto che ci richiamerà con una bella notizia”. Pochi minuti dopo arriva la conferma della Farnesina e in casa Torretta esplode la gioia.
“Siamo emozionati, contentissimi – ha aggiunto Laura – non vediamo l’ora di riabbracciarle, stiamo piangendo di gioia”. Ancora non ha parlato con la sorella. “Speriamo – ha aggiunto – che ci mettano subito in contatto con lei”.
La gioia esplode anche a casa di Simona Pari, a Rimini. E’ la madre a esprimerla con un solo gesto: per la prima volta, dopo 21 giorni di angosciosa attesa, Donatella Rossi si è affacciata al balcone, ha abbracciato il marito Luciano e ha salutato con la mano i giornalisti in attesa sotto casa. Giornalisti, amici e parenti che hanno fatto scattare l’applauso appena i due coniugi sono usciti sul balcone. Il padre chiamato in diretta dal Tg1 ha detto solo: ”Siamo contentissimi”. Poi ha chiesto tempo, “per riflettere”.
Un’intervista più lunga l’ha rilasciata alla tv panaraba al Jazeera. Lo ha chiamato il capo redattore della tv per dirgli che aveva parlato con la figlia, al telefono. Luciano Pari ha voluto ringraziare l’emittente, ha confermato la liberazione e ha aggiunto che gli hanno assicurato che potrà parlare con la figlia nel giro di un paio d’ore. “Stavamo guardando la tv – ha poi detto a un’altra emittente Luciano Pari – quando ci ha chiamato il premier Silvio Berlusconi e subito dopo il sottosegretario Gianni Lettta”. La famiglia si sta ora preparando per raggiungere Roma. “Ringraziamo tutti, adesso aspettiamo solo che ci vengano a prendere e ci portino via”, ha detto la mamma.
A Roma appresa la notizia della liberazione di Simona Torretta il sindaco Valter Veltroni accompagnato dal prefetto di Roma Achille Serra si è recato a casa della famiglia, al Tuscolano. Non è l’unico. La notizia della liberazione ha messo in moto amici e parenti. Dopo pochi minuti è giunta la zia di Simona, con un regalo, una pianta. “Sono felicissima – ha detto ai giornalisti – ho appena appreso la notizia e questa pianta è per Simona quando tornerà”.
A casa della famiglia Torretta oggi pomeriggio c’era anche Nahoto Takato, la volontaria giapponese sequestrata per otto giorni lo scorso aprile in Iraq. “Ero arrivata molto preoccupata – ha detto – ora sono felicissima. E’ stata una giornata meravigliosa. Stavamo parlando quando è giunta la notizia e mi hanno chiesto se ero un angelo giapponese”.
In pochi minuti sotto casa dei Torretta si è formata una piccola folla, commossa e partecipe della gioia della famiglia. La mamma e le due sorelle si sono affacciate alla finestra ed è esploso un fragoroso applauso. Alcuni automobilisti di passaggio hanno suonato il clacson all’impazzata.
Il traffico, in via dei Salesiani, sotto il portone di casa Torretta è stato bloccato dai vigili. L’area davanti l’abitazione è praticamente “occupata” dai pedoni che tutti, naso all’insù, guardano al sesto piano, le finestre di casa Torretta. Finalmente aperte.