La notte non è ancora finita
12.45
Una seconda rivendicazione, di un altro gruppo che annuncerebbe un video dell’uccisione delle nostre Simone, è stata comunicata tramite un sito web. Il Consiglio dei Ministri e la Farnesina continuano a ritenere poco attendibili le rivendicazioni. Parlano di “terrorismo mediatico”. Anche i media arabi sono scettici sulla veridicità delle rivendicazioni. Aspettiamo continuando a cercare di capire.
pubblicato 23 09 2004
Una lunga notte
3.15
Da un po’ non arrivano più notizie. Rimane l’ipotesi di un messaggio poco attendibile. Speriamo. Ci vorrà tempo per verificare. Ritorniamo al silenzio e al lavoro. Finché non avremo certezze non avremo pace. Per tutti e per tutte, le nostre margherite.
01.51
Poco attendibile, lo dicono Palazzo Chigi, al Jazeera e tutte le fonti consultate. Aspettiamo e continuiamo a cercare notizie.
01.00
Su un sito internet ad accesso pubblico è stata annunciata l’uccisione delle nostre sorelle e amiche Simona e Simona. Nessuna notizia di Ra’ad e Manhaz. Stiamo cercando di verificarne l’attendibilità.
Il sito è stato usato in passato per messaggi risultati inattendibili. Nel comunicato si parla di una vendetta per il mancato ritiro delle truppe.
Il tutto suscita (dolore e orrore a parte) grandi dubbi.
Aspettiamo. La notte sarà lunga.
Vi preghiamo di non telefonare, qualsiasi comunicazione sarà prontamente data sul sito, abbiamo bisogno di tutte le nostre (e vostre) forze.
pubblicato 23 09 2004
La nostra speranza
Da 16 giorni si scrivono ipotesi e ricostruzioni sul sequestro di Ra’ad, Manhaz, Simona e Simona. Oggi ne abbiamo lette di nuove. Tutte le notizie e letture possono avere elementi di verità, ogni tentativo di chiarire è il benvenuto. Ma la somma rimane zero. È ancora tutto possibile, ogni scenario è aperto. Continuiamo a non credere a nulla. Solo il sorriso di tutti e quattro davanti ai nostri occhi ci potrà rasserenare. Intanto a Baghdad morti e feriti civili per un autobomba e combattimenti attorno a Haifa Street.
La nostra speranza, di ieri e di oggi, deriva dalla solidarietà che ci avete regalato, dalle iniziative con cui avete quotidianamente scandito queste due settimane, dagli appelli promossi di continuo dalle più diverse realtà sociali e religiose in Iraq e nel mondo arabo e mussulmano. Alcuni ci arrivano, altri li leggiamo dai media, tra questi segnaliamo il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e la società civile, gli ulema e personalità importanti delle comunità di Falluja che ancora sotto le bombe sono riusciti a trovare l’unità, il dialogo e la solidarietà per noi. Questa è la nostra speranza.
pubblicato 22 09 2004