La fine del romanzo (estate 1945, quella delle atomiche su Hiroshima e
Nagasaki) è dedicata al racconto di un moto di protesta delle donne dei
territori yoruba contro l’introduzione delle tasse imposta dal Governatorato
inglese.
Il piccolo Wole coglie una straordinaria telefonata tra sua zia Beere, una
delle animatrici dei moti, con l’Ufficiale distrettuale del Governatorato:
“Perché non l’avete lanciata in Germania? (.) perché la Germania è una
razza bianca (.) i giapponesi sono solo uno sporco popolo giallo (.) conosco la
mentalità bianca: giapponesi, cinesi, africani, siamo tutti sottouomini.”
(Wole Soyinka)